Banco Bpm-Mps, l’altolà di Crédit Agricole: «Mai informati di progetti concreti ma difficile vedere valore nel deal. Nulla senza di noi»

I vertici dell’Agricole: «Lo scenario preferito? La fusione tra BancoBpm e Credit Agricole Italia. Ogni progetto dovrà creare valore per i nostri azionisti».

Nella partita sulla possibile alleanza tra BancoBpm e Mps, arriva l’altolà di Crédit Agricole. Il gruppo francese non chiude formalmente la porta a eventuali progetti di aggregazione, ma fa capire che qualsiasi schema che coinvolga Piazza Meda dovrà passare dal primo azionista francese.

Il messaggio arriva dai vertici della Banque Verte nel giorno delle presentazione dei conti trimestrali, mentre sul mercato si susseguono i rumors – mai smentiti – dei dialoghi tra Siena e Milano sulla costruzione di una soluzione alternativa all’Opas da 30,6 miliardi lanciata da Intesa Sanpaolo su Siena. «Come sempre, ci sono molti scenari sul tavolo ma, al momento, non siamo a conoscenza di alcun progetto concreto» tra Mps e Banco Bpm, ha detto il ceo di Crédit Agricole, Olivier Gavalda, nel corso della call con gli analisti. E, ha aggiunto, «non siamo stati contattati da altre parti in merito a un potenziale coinvolgimento in un progetto di questo tipo».

Gavalda è andato però anche oltre il merito industriale e finanziario di un’eventuale deal. «In questa fase, è molto difficile immaginare come una combinazione tra Mps e Bpm possa creare valore per gli azionisti» di Bpm, ha affermato. Il ceo ha poi spiegato di non essere «in grado di dire se questo progetto potrebbe creare valore per gli azionisti», proprio perché, allo stato, mancano elementi concreti da valutare.

Il punto, per Crédit Agricole, resta la creazione di valore nel lungo periodo. «Qualsiasi operazione che coinvolga Banco Bpm dovrebbe creare valore a lungo termine per Crédit Agricole e per gli altri soci», ha chiarito Gavalda. «Con la nostra partecipazione del 29,3%, siamo di gran lunga i primi azionisti e, quindi, avremo voce in capitolo su qualsiasi operazione che coinvolga la società». Ogni eventuale progetto, ha aggiunto, sarà analizzato «in relazione al suo interesse strategico, al rischio di esecuzione e alla capacità di creare valore a lungo termine». Dal numero uno dell’Agricole, banca che conta quattro consiglieri nel board Bpm, arriva comunque un messaggio che non lascia dubbi: «Nulla si può fare senza di noi e nulla si può fare contro di noi».

I vertici dell’Agricole non si tirano indietro dall’indicare anche quale sarebbe lo scenario preferito nel risiko italiano, che passa dalla fusione tra Bpm e il braccio francese in Italia, il Credit Agricole Italia. «Naturalmente, uno degli scenari che preferiremmo sarebbe una fusione tra Banco Bpm e Crédit Agricole Italia, perché ci consentirebbe di creare valore e ci permetterebbe anche di rafforzare la nostra presenza in Italia», ha detto Clotilde L’Angevin, deputy general manager e cfo del gruppo. Anche L’Angevin ha ribadito di non aver ricevuto alcuna proposta «concreta» su un’eventuale fusione tra Banco Bpm e Mps.

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