Petrolio, maxi accordo da 16 miliardi $ fra il Kuwait e i big del private equity

A Blackstone, Brookfield e Kkr il 49% della rete di gasdotti kuwaitiana: le risorse serviranno a nuovi investimenti per espandere la produzione

La compagnia petrolifera statale kuwaitiana ha annunciato di aver firmato un accordo da 16 miliardi di dollari per la realizzazione di infrastrutture di gasdotti con i colossi internazionali del private equity Blackstone, Kkr e Brookfield.

L’investimento arriva in un momento in cui le nazioni del Golfo, ricche di idrocarburi, si affrettano ad aumentare la produzione in seguito agli attacchi iraniani e alla chiusura dello Stretto di Hormuz, una via navigabile vitale per le esportazioni di energia.

La Kuwait Petroleum Corporation (Kpc) ha dichiarato che la sua controllata petrolifera ha firmato un contratto di leasing con opzione di riacquisto per «l’intera rete di gasdotti, sia per il mercato interno che per l’esportazione», con il consorzio internazionale.

In base all’accordo, che avrà una durata di oltre vent’anni, il consorzio guidato dalla newyorkese Blackstone, dalla canadese Brookfield e dagli investitori statunitensi Kkr acquisirà una quota del 49% della rete di gasdotti kuwaitiana, lunga 320 chilometri, mentre la società kuwaitiana manterrà il 51%. La joint venture «rappresenta il più grande investimento estero diretto nella storia del Kuwait e una pietra miliare per lo sviluppo economico del nostro Paese», ha dichiarato Nawaf Saud Al-Sabah, amministratore delegato della Kuwait Petroleum Corporation (Kpc).

Si prevede che l’accordo genererà proventi iniziali per 7,85 miliardi di dollari per la Kuwait Oil Company (Koc), che mira ad espandere la capacità di produzione di petrolio greggio a quattro milioni di barili al giorno entro il 2035.

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