
Al momento non è prevista la presenza di Meloni, che sarà impegnata nel pomeriggio a Padova per il congresso della Uil
È il giorno del ricevimento per l’Independence Day, offerto dall’ambasciatore Tilman J.Fertitta a Roma a Villa Taverna. Un appuntamento che quest’anno, complice il recente scontro tra Giorgia Meloni e Donald Trump, attira su di sé più attenzioni del solito. A cominciare da chi ci sarà e chi no.
Ci saranno i vicepremier di Lega e Forza Italia, Matteo Salvini e Antonio Tajani, i leader di Italia viva e Noi Moderati, Matteo Renzi e Maurizio Lupi, delegazioni di Pd e M5s. Inevitabilmente i riflettori si accenderanno sulla presenza (o meno) di Meloni, che sarà impegnata nel pomeriggio a Padova per il congresso della Uil e al momento non è prevista la sua partecipazione a Villa Taverna.
In ogni caso, il governo sarà rappresentato: sono attesi ministri di peso (ci sarà quello della Difesa Guido Crosetto, e Tajani dovrebbe tenere un discorso) insieme al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano.
Il messaggio che trapela è all’insegna della distensione: al netto delle esternazioni di Trump e dei contrasti che possono esserci tra alleati, per Roma le relazioni transatlantiche restano fondamentali. «Le nostre esportazioni sono cresciute del 7,2% nel mercato degli Stati Uniti (nel 2025, ndr)», ha ricordato il ministro Adolfo Urso alla vigilia dell’evento (a cui parteciperà).
A dare forfait, invece, saranno i leader del campo largo. Non ci saranno Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli di Avs; non si farà vedere (come lo scorso anno) la segretaria del Pd Elly Schlein; Giuseppe Conte si assenterà (a differenza dell’anno scorso) a causa di impegni pregressi (in agenda ha la presentazione a Napoli del suo libro).
Di contro, sono attese delegazioni dei partiti, dai dem ai 5 stelle. Varcheranno le soglie di Villa Taverna esponenti di spicco del Pd: il capogruppo al Senato e braccio destro di Schlein, Francesco Boccia; l’ex titolare della Difesa e presidente del Copasir Lorenzo Guerini, la deputata Lia Quartapelle ed altri. Orientato per il no anche il segretario di Più Europa Riccardo Magi.
Così come saranno assenti Carlo Calenda, che peraltro ha raccontato di non aver ricevuto l’invito dell’ambasciata americana quest’anno, e Roberto Vannacci che, al contrario, ha spiegato di essere stato invitato ma di non poter partecipare in quanto impegnato a Bruxelles.
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