Italia-Germania-Francia, oggi vertice: si punta a linea comune sulla Difesa da opporre a Trump

Il segretario generale della Nato che a Washington incontra il presidente degli Stati Uniti. I leader di cinque paesi con un peso importante nell’Alleanza atlantica che si danno appuntamento a Berlino per elaborare una strategia comune. Un “uno due”, che segna una manovra di avvicinamento verso il vertice Nato di Ankara del 7 e 8 luglio.

Un appuntamento, quest’ultimo, di importanza cruciale, considerato che tra i temi all’ordine del giorno ce n’è uno particolarmente delicato e scivoloso: la spesa per la difesa, il “burden-sharing”, ovvero la ripartizione delle spese militari tra i paesi membri dell’Alleanza atlantica. Sullo sfondo, la spinta impressa dal presidente Usa Donald Trump affinché gli europei facciano di più e mettano sul piatto risorse economiche adeguate. In altri termini: il vecchio continente deve farsi carico della propria sicurezza. Ma non solo: il “convitato di pietra” è il piano delineato dagli Usa, che annuncia se non un disimpegno, un alleggerimento della presenze a livello di truppe e mezzi.

Il segretario generale Mark Rutte è volato a Washington per vedere il tycoon e, lo stesso giorno, si collega in videoconferenza con i leader dell’E5 (Germania, Francia, Regno Unito, Italia e Polonia), invitati a Berlino dal cancelliere Friedrich Merz. Il vertice compare anche sul sito del Governo italiano, tra gli impegni ufficiali della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. L’obiettivo è arrivare compatti ad Ankara, appuntamento che si delinea come un banco di prova di un’Alleanza che deve dimostrare di poter funzionare anche con una presenza degli Stati Uniti ridotta e condizionata.

Il vertice del gruppo E5 a Berlino

Il summit di Berlino è chiamato a individuare il minimo comun denominatore dell’interesse condiviso europeo da difendere in Turchia. Rutte, con la sua (criticata a volte) “daddy diplomacy”, sta cercando di scongiurare divisioni tra Usa e alleati Nato, che farebbero inevitabilmente il gioco di Russia e Cina. Ma il recente intervento del segretario alla Difesa Usa Pete Hegseth, che ha nuovamente bollato gli europei come “scrocconi” per poi annunciare controlli scrupolosi ai singoli piani nazionali d’investimento sulla difesa, mostra quanto il tentativo di mediazione sia complicato.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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