
Nota della Regione: secondo un bilancio provvisorio, una quota compresa tra 800 e 900 ettari complessivi sono bruciati tra le province di Torino, Vercelli, Novara e Verbano Cusio Ossola
È in arrivo una nuova ondata di calore, la terza del 2026, della durata di almeno 15 giorni, con picchi di oltre 40 gradi in Sardegna, Sicilia e nelle zone del Centro dall’inizio della prossima settimana: è uno scenario meteorologico ancora “bollente” quello descritto dagli esperti per i prossimi giorni in Italia. Al quale va a sommarsi il rischio di incendi, che stanno colpendo soprattutto Piemonte, Valle d’Aosta e Sardegna. L’impatto sul territorio è pesante.
«Una vera e propria catastrofe ecologica sta interessando il Piemonte». È l’inizio di una nota diffusa dalla Regione sull’andamento degli incendi che «stanno devastando il territorio». Il bilancio provvisorio, secondo il comunicato, «ha raggiunto la drammatica quota compresa tra 800 e 900 ettari complessivi bruciati tra le province di Torino, Vercelli, Novara e Verbano Cusio Ossola. Il danno ecologico – si legge ancora – va ben oltre la perdita della vegetazione» perché «gli incendi stanno compromettendo gravemente la biodiversità locale».
Sono 700 mila gli alberi perduti in Piemonte per via degli incendi in corso su ampie zone del territorio. «Gli incendi – ha riferito la regione – stanno compromettendo gravemente la biodiversità locale. Il fumo e la distruzione degli habitat colpiscono direttamente la microfauna, gli insetti impollinatori, i rettili e l’avifauna nidificante, oltre a spingere grandi mammiferi come camosci e caprioli a una fuga forzata verso territori antropizzati». Secondo la Regione serviranno almeno dai due ai cinque anni per «il ritorno delle prime specie vegetali pioniere, delle erbe e degli arbusti che stabilizzeranno parzialmente il suolo dal rischio erosione» e dai 50 ai 70 perché «i preziosi ecosistemi di querce, faggi e conifere d’alto fusto colpiti in queste ore riacquistino la loro piena maturità e la struttura originaria».
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