Mutti apre la campagna  del pomodoro con vendite in crescita del 5%

In aumento anche le esportazioni ormai oltre il 60% del fatturato. L’azienda coserviera ha ottenuto la restituzione parziale dei dazi dall’amministrazione Usa

Si avvia alla nuova campagna di raccolta e lavorazione del pomodoro forte di risultati di mercato positivi Francesco Mutti, amministratore delegato dell’azienda conserviera ormai tra i leader non solo italiani del settore. Nonostante i dazi e le criticità geopolitiche Mutti ha messo a segno nei primi mesi dell’anno una crescita delle vendite del 5% superiore quindi all’incremento del fatturato messo a segno nel 2025 (oltre 770 milioni, +4%).

«Anche l’export procede bene – spiega Mutti – siamo presenti in 105-106 mercati e tutti mostrano crescite positive tanto che abbiamo superato la soglia del 60% del fatturato realizzato all’estero. Bene l’Europa trainata da Regno Unito e Germania (paese nel quale siamo in lotta per la leadership di mercato). Stiamo crescendo nell’Est europeo dove abbiamo aperto una filiale in Polonia. Ma stiamo andando bene anche in geografie quali Australia e Stati Uniti. Negli Usa siamo tra i primi brand e l’azienda che cresce di più».

Negli Usa Mutti vanta anche un altro “primato”. “Siamo tra i pochi – spiega l’amministratore delegato – che hanno ottenuto una restituzione, parziale, dei dazi. Dopo la sentenza della Corte Suprema che ha bocciato l’innalzamento dei dazi dall’11 al 15% ci hanno restituito quei 4 punti percentuali di dazio pagati in più. Ma rischia di restare un risultato simbolico perché è in discussione un nuovo innalzamento delle tariffe di un ulteriore 10% che finirebbe per vanificare anche la restituzione».

Secondo l’ad i principali problemi sui mercati internazionali non riguardano solo i dazi ma soprattutto il clima di incertezza che sta facendo lievitare i costi di produzione a partire da quelli energetici e dei trasporti.

L’azienda conserviera nella prima parte dell’anno è stata impegnata in un cambio del sistema informatico. Scelta che rientra, insieme con una serie di interventi di efficientamento del processo produttivo, nei 100 milioni di euro di investimenti stanziati su un orizzonte di quattro anni.

Mutti resta ottimista anche sulla campagna del pomodoro che parte a giorni e sulla quale c’è incertezza legata alla variabile climatica. La Spagna prevede una produzione in lieve calo (da 2,70 milioni di tonnellate dai 2,75 dello scorso anno). In Iran si stima un calo da 2,7 a 2,1 milioni di tonnellate, in California è previsto un raccolto da 9 milioni di tonnellate, mentre in Cina sono attesi 5,9 milioni.

L’azienda, ormai tra i leader consolidati del pomodoro made in Italy trasforma in media 700mila tonnellate di pomodoro fresco, un quantitativo prossimo alla produzione di un intero paese come l’Egitto. Il tutto per un giro d’affari che nel 2025 è stato di oltre 770 milioni di euro.

«Per la campagna – sottolinea Mutti – avremo 1.500 nuovi addetti. Una forza lavoro composta, soprattutto al Nord, di studenti universitari con una buona fetta alla prima esperienza lavorativa e che dobbiamo preparare in tempi rapidi. Si tratta di collaboratori impiegati negli stabilimenti e non in campo. Per le operazioni di raccolta abbiamo rapporti consolidati con un migliaio di aziende agricole sia al Nord che al Sud».

Sbilanciarsi in previsioni è un esercizio nel quale Mutti preferisce non cimentarsi. «Persino quando la campagna è all’80% – spiega – possono verificarsi eventi atmosferici in grado di cambiare in poche ore il senso di un’annata. Preferiamo concentrarci su variabili sulle quali possiamo incidere come sul prezzo del pomodoro. L’accordo sui listini al Nord è stato raggiunto in una fase precoce. Al Sud solo in fase ultimativa. Resta il fatto che a mio avviso spesso ci si concentra sul prezzo ma la programmazione per noi ha valore anche superiore. Lo scorso anno abbiamo erogato circa 9 milioni di euro in premi rispetto al prezzo pattuito, legati alla qualità. Questa è la nostra caratteristica: non ricerchiamo economie di scala ma investimenti che si riflettano sulla qualità del prodotto».

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