
Sono milioni i documenti cartacei ancora in circolazione, e negli ultimi mesi la corsa alla carta d’identità elettronica ha già messo sotto pressione gli uffici comunali, con code di appuntamenti difficilmente assorbibili in tempi brevi
Dal 3 agosto 2026 la carta d’identità in formato cartaceo non sarà più un documento valido. A stabilirlo è il regolamento Ue 2025/1208, che ha aggiornato e sostituito il precedente regolamento 2019/1157, imponendo standard di sicurezza uniformi in tutti gli Stati membri. La ragione tecnica è semplice: la carta cartacea italiana non ha la zona a lettura ottica (Mrz, machine-readable zone) né il microchip con dati biometrici, requisiti oggi obbligatori. Il ministero dell’Interno aveva già chiarito tutto questo con una circolare: la scadenza del 3 agosto vale indipendentemente dalla data riportata sul documento. Chi ha in mano una carta con scadenza 2028 o 2030 è comunque fuori tempo.
Sono milioni i documenti cartacei ancora in circolazione, e negli ultimi mesi la corsa alla carta d’identità elettronica ha già messo sotto pressione gli uffici comunali, con code di appuntamenti difficilmente assorbibili in tempi brevi. È proprio per gestire questo nodo che il decreto-legge 108/2026, in vigore dal 26 giugno, ha introdotto una proroga per la scadenza dei documenti di identità cartacei. Che, tuttavia, avranno delle limitazioni. Vediamo come funzioneranno.
Il primo punto riguarda i rapporti contrattuali. Se la carta cartacea è stata utilizzata per stipulare un contratto – pubblico o privato – entro il 3 agosto 2026, il documento mantiene la propria validità identificativa per la durata di quel rapporto, fino alla scadenza originaria. Non serve fare nulla: la norma opera automaticamente.
Il secondo è più ampia. La carta cartacea può continuare a essere usata per una serie precisa di scopi: esercizio di diritti fondamentali, accesso a prestazioni sanitarie, previdenziali e assicurative, rapporti con la pubblica amministrazione e con i gestori di servizi pubblici, consegna di posta e atti giudiziari, ritiro o deposito di denaro presso banche e istituti finanziari o postali.
Resta invece esclusa la validità per l’espatrio. Chi ancora possiede solo la carta cartacea e deve viaggiare all’estero non ha alternative: serve la Cie, il passaporto o il nuovo documento provvisorio, che però viene rilasciato solo in alcuni casi e potrebbe non essere accettato all’estero.
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