
I media nepalesi parlano di due morti e otto dispersi. Nel 2019 Purja scalò tutti e 14 gli ottomila del mondo in poco più di sei mesi
NEW DELHI – Una spedizione internazionale guidata dal celebre scalatore di origine nepalese Nirmal Purja è stata travolta giovedì da una valanga in Pakistan.
Secondo i media nepalesi, dei dieci alpinisti impegnati nella scalata del Broad Peak, un ottomila che è la 12esima montagna più alta del mondo, due sono morti e otto sono dispersi. Le due vittime accertate non sono state identificate. Della spedizione facevano parte, oltre a Purja e cinque sherpa, un americano, un cinese, un omanita e un pakistano.
L’esercito di Islamabad sta prendendo parte alle ricerche con due elicotteri, ma le condizioni meteo stanno complicando le operazioni di soccorso.
Nirmal Purja, noto anche come Nims Dai, è un cittadino britannico nato in Nepal che nel 2019 scalò le 14 montagne più alte del mondo in soli 189 giorni, stabilendo all’epoca il record di velocità, poi superato nel 2023 da una scalatrice norvegese e dalla sua guida sherpa nepalese.
Le sue imprese sono state raccontate nel documentario Netflix “14 Peaks: Nothing Is Impossible”. Purja è una figura controversa nel mondo dell’alpinismo, non ultimo per le accuse di molestie sessuali da parte di due donne emerse nel 2024.
Moving Mountains, un’agenzia di viaggi con sede in Pakistan, aveva annunciato alla fine del mese scorso che la spedizione era in viaggio verso la cittadina di Askole, augurando ai partecipanti una scalata sicura del Broad Peak, una vetta di 8.047 metri che fa parte della catena del Karakorum.
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