
Nel mirino ufficiali dell’intelligence, hacker e società private legati all’Fsb e al Gru, mentre la Francia annuncia misure analoghe e convoca l’ambasciatore russo
L’Unione europea alza il livello dello scontro con Mosca anche sul fronte cibernetico. Bruxelles ha annunciato un nuovo pacchetto di sanzioni contro nove individui e quattro entità ritenuti coinvolti in attività di spionaggio, sabotaggio e attacchi informatici attribuiti alla Russia, colpendo ufficiali dell’intelligence militare, cybercriminali, gruppi di hacktivisti e società private accusati di sostenere la strategia di destabilizzazione del Cremlino.
L’annuncio è arrivato dall’Alta rappresentante per la politica estera dell’Ue, Kaja Kallas, che ha accusato Mosca di fare ricorso a un vero e proprio “ecosistema informatico” composto da attori statali e non statali. «L’Ue e i suoi Stati membri denunciano le attività informatiche malevole della Russia e lo sfruttamento di un ecosistema che comprende servizi di intelligence, gruppi criminali, hacktivisti e aziende private», ha dichiarato.
Per la prima volta, Bruxelles indica apertamente come responsabile il 16° Centro del Servizio federale di sicurezza russo (Fsb), ritenuto il coordinatore di diversi gruppi di minaccia informatica, tra cui il noto gruppo Turla, da anni associato a campagne di cyber-spionaggio contro governi occidentali.
Secondo la ricostruzione europea, il centro dell’Fsb avrebbe condotto per anni operazioni sempre più sofisticate contro Stati membri dell’Unione e partner internazionali, con particolare attenzione all’Ucraina. Le attività avrebbero incluso infiltrazioni nelle reti governative e operazioni di sabotaggio contro infrastrutture critiche.
Tra i Paesi colpiti vengono citati Francia, Germania, Polonia, Cipro, Paesi Bassi, Austria, Slovacchia, Romania e Finlandia.
In Francia, secondo Bruxelles, il gruppo avrebbe preso di mira enti governativi strategici già dal 2010 e nel 2025 avrebbe esteso le proprie operazioni all’industria della difesa. In Germania sarebbero stati colpiti organismi governativi, mentre in Polonia gli attacchi avrebbero interessato infrastrutture critiche, comprese centrali termoelettriche.
L’iniziativa europea è accompagnata da un’analoga risposta francese. Il ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot ha annunciato che nei prossimi giorni convocherà l’ambasciatore russo a Parigi e che la Francia adotterà sanzioni nei confronti degli stessi nove individui e quattro entità ritenuti responsabili della campagna informatica.
Intervenendo all’emittente Bfmtv, Barrot ha parlato di «una vasta campagna informatica con finalità di sabotaggio e spionaggio» condotta dalla Russia in una decina di Paesi europei. Secondo il ministro, gli attacchi hanno preso di mira aziende, ministeri e operatori di infrastrutture strategiche con l’obiettivo sia di raccogliere informazioni sensibili sia di compromettere il funzionamento di reti essenziali, come quelle ferroviarie in Polonia.
Barrot ha inoltre assicurato che i Paesi europei hanno significativamente rafforzato le proprie capacità di individuazione e risposta agli attacchi informatici e che l’Europa dispone oggi di uno dei sistemi di difesa cibernetica più avanzati, sia contro gli attacchi diretti sia contro le campagne di disinformazione destinate a influenzare i processi elettorali.