A Prato l’AI seleziona  i tessuti nel nuovo hub  da 31 milioni

«Questo si può riutilizzare, quello va riciclato». Sono i comandi vocali che integrano il lavoro degli umani e dell’intelligenza artificiale nel nuovo Textile Hub di Prato. Un investimento di 31,3 milioni di euro per la multiutility toscana Plures, che ha ricevuto finanziamenti del Pnrr per 900mila euro e un credito d’imposta di 850mila dal piano Industria 4.0.

L’obiettivo è diventare un centro di produzione di materia prima secondaria. L’impianto a pieno regime occuperà 50 addetti su due turni, con circa 40 persone impiegate nella cernita semiautomatica dei materiali, durante la quale i capi vanno distinti tra riutilizzabili e riciclabili. Per Alberto Irace, amministratore delegato di Plures, è necessario «rispondere a un’esigenza destinata a crescere rapidamente nei prossimi anni: recuperare il massimo valore possibile dai materiali tessili e restituirli al ciclo produttivo».

Una raccolta pari al fabbisogno dell’intera regione Toscana

L’impianto può trattare fino a 33mila tonnellate di rifiuti tessili l’anno di ogni tipologia. Ventimila provengono dalla fitta rete di raccolta che Plures svolge sul territorio tramite campane, ritiri a casa ed ecocentri.

Oltre a questi materiali post-consumo, pari al fabbisogno stimato per l’intera Toscana, si sommano 13mila tonnellate di cosiddetti scarti pre-consumo: materiali in eccesso dalle filiere (soprattutto dalle aziende del distretto pratese) e che possono essere recuperati.

I capi ancora utilizzabili saranno sanificati e destinati al riuso; quelli che non possono tornare sul mercato verranno divisi per composizione e colore, poi avviati alla pre-sfilacciatura e al riciclo meccanico. Secondo le stime di Plures, circa il 60% dei materiali post-consumo potrà essere già riutilizzato; solo il restante 40% passerà alla selezione delle fibre per il riciclo. «La transizione ecologica può diventare una leva di sviluppo industriale quando si investe in infrastrutture, innovazione e competenze», dice Lorenzo Perra, presidente di Plures.

Intelligenza artificiale e infrarossi

Il Textile Hub utilizza gli infrarossi NIR per riconoscere la composizione dei tessuti e il loro colore, poi applica un sistema di riconoscimento basato sull’intelligenza artificiale: «Si chiama Fiber-Sort, combina precisione e velocità interagendo con gli addetti», spiega il direttore impianti Francesco Tiezzi.

L’algoritmo impara a riconoscere i materiali grazie all’addestramento fornito dai lavoratori e riesce ad adattarsi a contesti mutevoli grazie all’intelligenza artificiale. La tecnologia è già stata sperimentata in alcuni progetti europei ma a Prato è una delle prime applicazioni italiane su scala industriale.

Il trattamento del fast fashion è il tema più sensibile: «L’Unione europea ci chiede di consumarne meno e io credo si andrà in questa direzione», continua Tiezzi. Le regole del settore stanno cambiando nella direzione di una maggiore ecosostenibilità: raccolta differenziata dei tessili, responsabilità estesa dei produttori e passaporto digitale dei prodotti; misure che spingono le aziende a progettare capi più durevoli e più facili da riciclare.

Il trattamento dei vestiti di più bassa qualità è comunque in crescita grazie all’innovazione tecnologica: «Nuove tecniche di riciclo chimico e riciclo meccanico spinto riescono a isolare ed estrarre anche materiali come l’elastomero (una fibra elastica usata nel fast fashion e difficile da recuperare, ndr)».

A pieno regime nel 2028

Il progetto nasce dalla collaborazione tra Plures, Comune di Prato, associazioni di categoria, sindacati e Next Technology Tecnotessile, partner scientifico e tecnologico, ed è stato realizzato in 24 mesi, in tempo per la scadenza del Pnrr al 30 giugno 2026.

I 31,3 milioni stanziati rientrano nel piano industriale 2025-2029 di Plures, che prevede investimenti complessivi per 2,5 miliardi nei settori dell’ambiente, dell’energia e del servizio idrico. Ora il piano prevede 6 mesi di collaudo del nuovo impianto, fino alla fine del 2026; poi avverrà un’accelerazione con l’obiettivo di arrivare alla piena capacità operativa entro il 2028.

Articoli correlati