Arriva in Italia la terza ondata di calore: attesi 39 gradi in Pianura Padana

Dieci città sono da bollino arancione, tra cui Bologna, Milano e Torino. Allerta massima a Firenze domani. La situazione rimane critica in gran parte d’Europa

«Altre settimane letali potrebbero attendere l’Europa». A lanciare l’allarme è l’Organizzazione mondiale della sanità. Dopo quella di fine maggio e quella della seconda metà di giugno, in Italia è infatti in arrivo la terza ondata di calore dell’anno. Da oggi sono previsti fino a 38 gradi in Val Padana – con picchi di 39 gradi fra Emilia e bassa Lombardia – ed entro il fine settimana 40 gradi a Oristano e 39 anche in Puglia e Toscana.

Oggi in Italia sono in forte aumento le città da bollino arancione – il secondo livello di allerta, che descrive condizioni climatiche potenzialmente rischiose per la salute dei cittadini – che diventano dieci: Ancona, Bologna, Brescia, Firenze, Milano, Perugia, Pescara, Torino, Venezia e Verona.

Giovedì, invece, i bollini arancioni caleranno a tre (Perugia, Pescara e Torino), ma è previsto un bollino rosso a Firenze, che domani sperimenterà temperature percepite massime fino a 37 gradi.

Le temperature estreme non colpiscono però solo il nostro paese. Secondo il direttore generale dell’Oms Europa Hans P. Kluge, «la prossima ondata di calore si sta già formando sull’Atlantico. In Portogallo e nel sud della Spagna si prevedono temperature fino a 43 gradi questa settimana. Francia e Benelux si preparano a un’altra ondata di calore. Alcune zone dell’Asia centrale sono soffocate da temperature di 40 gradi».

La situazione è critica soprattutto in Spagna dove, secondo l’Agenzia meteorologica statale (Aemet), sono stati toccati i 44 gradi ad Aragona, in Catalogna e nella Comunità Valenciana e sono stati superati i 42 gradi a Siviglia, Cordova, Jaen, Huelva, nella regione meridionale dell’Andalusia, a Badajoz in Estremadura e a Ciudad Real, in Castiglia-La Mancha.

Per fare fronte all’emergenza Kluge ha convocato una riunione con 41 stati e la Commissione europea. Nella nota finale il direttore dell’Oms Europa ha sottolineato che «l’incontro ha dimostrato chiaramente come i paesi stiano affrontando il caldo estremo con la dovuta serietà considerandolo una vera e propria emergenza di sanità pubblica e non un semplice fenomeno meteorologico».

Grande attenzione è stata dedicata alle contromisure adottate dagli stati europei per tutelare la salute dei cittadini. «I piani d’azione per la salute in caso di ondate di calore salvano le vite umane. I paesi dotati di tali piani hanno risposto tempestivamente, coordinandosi efficacemente tra i vari attori coinvolti e proteggendo al meglio la popolazione» ha precisato Kluge, che ha anche citato l’Italia come esempio positivo: «Il sistema italiano di sorveglianza della mortalità, attivo in 45 città, è in grado di fornire ai decisori dati quasi in tempo reale per tutta la durata della crisi».

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