
Da lunedì 13 luglio le temperature si alzeranno ulteriormente, con picchi di oltre 40 gradi in Sardegna. Secondo il Consorzio Lamma l’aumento è dovuto alla “configurazione a Omega”
Prosegue la terza ondata di calore dell’anno che, secondo le previsioni dei meteorologi, si prolungherà almeno fino al 20 luglio. Dopo un weekend di instabilità caratterizzato da qualche intenso temporale nel nord Italia, le temperature cresceranno fino a toccare picchi di 43 gradi in Sardegna, dove già durante il fine settimana a Oristano si raggiungeranno i 39 gradi. Il drastico aumento previsto da lunedì, secondo il Consorzio Lamma di Cnr e Regione Toscana, è da attribuire alla “configurazione a Omega”.
Il Consorzio Lamma spiega che dall’inizio della prossima settimana un’area di bassa pressione a ovest della penisola Iberica richiamerà aria calda di origine desertica, che rinforzerà l’anticiclone già presente da settimane sul nostro paese. Contemporaneamente, un’altra area di bassa pressione si consoliderà tra l’Europa orientale e il Mar Nero, dando vita alla “configurazione a Omega”. Il risultato è che il cuore dell’anticiclone si sposterà più a est, coinvolgendo l’Italia intera, comprese le regioni del sud, finora meno colpite dal caldo.
Il Consorzio aggiunge che «un anticiclone funziona come una grande cupola che intrappola l’aria calda. Questa aria scende verso il suolo, si comprime e si scalda ancora di più. Allo stesso tempo, l’alta pressione impedisce la formazione di nuvole e blocca l’arrivo di correnti più fresche, come quelle atlantiche. Il risultato: cielo sereno e temperature in costante aumento».
Secondo Lamma la “configurazione a Omega” non è di per sé un fenomeno eccezionale, anche se «il cambiamento climatico ne sta rafforzando la componente anticiclonica: il picco di alta pressione si sposta sempre più a nord, portando il caldo fino al nord della Francia, all’Inghilterra e persino alla Scandinavia».
A oggi le situazioni più critiche del paese si registrano a Firenze e Perugia, che rimarranno da bollino rosso – il massimo livello di allerta – fino a domenica. «Il caldo – afferma Lorenzo Tedici de iLMeteo.it – è destinato ad aumentare la sua morsa, in particolar modo da domenica in poi».
A differenza delle prime due ondate di calore, che hanno colpito la penisola a fine maggio e nella seconda metà di giugno, questa volta è il centro-sud a essere maggiormente interessato dalle temperature estreme. A Foggia sono previsti 37 gradi, mentre Firenze, Pistoia, Prato e Terni sperimenteranno temperature vicine ai 36 gradi all’ombra.
Ma è dalla prossima settimana che il caldo crescerà in modo preoccupante. L’apice verrà raggiunto giovedì 16 luglio con 40 gradi a Oristano e Nuoro, 39 a Firenze e Terni, 38 a Bologna, Ferrara, Foggia, Mantova, Modena, Parma, Pavia e Piacenza, e, infine, 37-38 gradi a Roma e Milano.
Il caldo record, però, oltre a creare pericoli per la salute dei cittadini, e specialmente della fascia più fragile della popolazione, alimenta anche l’emergenza incendi. Secondo il Sistema europeo di informazione sugli incendi boschivi Copernicus Effis, la mappa del rischio aggiornata al 9 luglio segnala ancora pericolo estremo con «la stagione più critica ancora tutta da venire».
In Valle d’Aosta è stato decretato lo stato di «grave pericolosità sino al verificarsi di consistenti precipitazioni» e in Piemonte diversi incendi stanno colpendo in particolare la provincia del Verbanio Cusio Ossola, con le fiamme alimentate dal forte vento.
In Francia, vasti incendi nei Pirenei orientali hanno costretto oltre 10mila persone a evacuare le loro case nei giorni scorsi, spingendo le autorità a vietare il pubblico lungo una tappa del Tour de France. Sul Mont Canigou le fiamme hanno spazzato via quasi 5mila ettari di foresta.
In Portogallo, invece, l’incendio boschivo che ha colpito l’area di Vouzela è stato finora uno dei più devastanti della stagione per il paese, con oltre 13mila ettari di bosco devastati dal fuoco.
«Non è la prima ondata di caldo che sperimentiamo in Europa e non sarà l’ultima, purtroppo. Le nostre politiche tengono conto della scienza dietro a questi fenomeni climatici. Stiamo da anni rendendo le nostre politiche a prova di clima» ha detto una portavoce della Commissione europea durante un briefing con la stampa, sottolineando che «non abbiamo aspettato che fosse un’ondata di caldo estremo in Europa a svegliarci».
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