
Il raid dei coloni ha causato feriti, incendi a proprietà e terreni agricoli; il vice presidente palestinese chiede protezione internazionale contro le aggressioni crescenti
Cinque palestinesi sono rimasti feriti in un attacco lanciato oggi da coloni isreaeliani nel villaggio di Far’ata, a est of Qalqilia, nel nord-ovest della Cisgiordania. Fonti locali hanno riferito all’agenzia di stampa Wafa che i coloni del vicino insediamento Havat Gilad hanno attaccato la zona orientale del villaggio con pietre, bastoni e armi.
Secondo la ricostruzione delle fonti sentite da Wafa, i coloni hanno anche dato fuoco a una falegnameria, a due abitazioni e a terreni agricoli, mentre i residenti cercavano di opporsi.
Secondo Mezzaluna Rossa, si tratta del terzo incidente di questo tipo segnalato in Cisgiordania da stamattina. Lo riporta Haaretz. Due palestinesi versano in condizioni critiche dopo essere stati colpiti da colpi d’arma da fuoco – uno alla testa e l’altro al petto – mentre un terzo è stato ferito alla mano. Una quarta persona è stata aggredita fisicamente e trasportata in ospedale. (ANSA).
Dopo gli attacchi, il vice presidente palestinese, Hussein al-Sheikh, ha riferito su X di aver “contattato con urgenza” diversi paesi arabi e altri Stati, sollecitando protezione per il popolo palestinese “dal terrorismo dei coloni e dell’esercito israeliano”.
Nel post, il vice presidente cita gli ultimi casi di “uccisioni, incendi di raccolti, furti di bestiame e abbattimento di alberi avvenuti a Tell, Deir Jarir, al-Mughayyir e Beit Furik e in altri villaggi e campi profughi palestinesi”, ammonendo sulle “gravi conseguenze” di questi attacchi “senza precedenti”.
“Invito la comunità internazionale a intervenire subito per proteggere il nostro popolo e porre fine agli attacchi e alle aggressioni organizzate da parte dei coloni e dell’esercito di occupazione”, è l’appello lanciato da al-Sheikh.
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