Clima, è Roma la capitale più calda: dagli anni 80 la temperatura è cresciuta di 3 gradi

Nello stesso periodo a Parigi, Madrid e Berlino le temperature sono aumentate di circa due gradi. In tutte e quattro le città l’incremento è massimo negli ultimi 15 anni

Dall’inizio degli anni Ottanta a oggi la temperatura media di Roma è cresciuta di circa tre gradi. Nelle altre grandi capitali europee gli aumenti sono più contenuti: a Madrid, Parigi e Berlino si aggirano intorno ai due gradi. In tutte e quattro le città, però, l’incremento registrato è massimo negli ultimi 15 anni. A rivelarlo è l’Istat. 

Il dato conferma la tendenza delle aree urbane a presentare una predisposizione al riscaldamento più accentuata rispetto al resto del territorio nazionale, dinamica dovuta in parte alle isole di calore, un fenomeno per cui le città registrano temperature superiori rispetto alle zone rurali o costiere circostanti.

L’innalzamento delle temperature non riguarda però solo Roma. Secondo l’Istat, infatti, nel periodo 2006-2023, rispetto alla media climatica 1981-2010, tra i 21 capoluoghi di regione italiani i giorni estivi (quelli con una temperatura massima maggiore di 25 gradi) sono passati da 101 a 114 e le notti tropicali (quelle che hanno una temperatura minima che non scende sotto i 20 gradi) sono aumentate da 38 a 49.

Rispetto alla media mondiale, in Italia e in Europa l’impatto del surriscaldamento globale risulta più evidente. Se, infatti, a livello mondiale le temperature al suolo nel 2024 sono state di 0,7 gradi più alte rispetto al periodo 1991-2020, in Italia l’aumento registrato è di 1,3 gradi e in Europa è di ben 1,5 gradi.

Neanche i mari sono esenti dall’aumento delle temperature. Il Mediterraneo si conferma un’area di particolare vulnerabilità climatica: nel Tirreno e nell’Adriatico tra il 1940 e il 2025 la temperatura media annua è cresciuta a una velocità doppia rispetto alla media globale, registrando un incremento di oltre un grado.

L’Istat spiega che a contribuire in modo determinante al cambiamento climatico e all’aumento delle temperature è l’emissione di gas serra che, in termini pro capite, in Italia è maggiore rispetto a Francia e Spagna, ma minore rispetto alla Germania. In tutti e quattro i paesi, però, le emissioni al consumo sono superiori a quelle che derivano dalla produzione domestica.

L’emissione di gas serra, come ricorda l’Istat, in Italia ha raggiunto il picco di anidride carbonica equivalente nel 2005, segnando poi una rapida diminuzione, tanto che nel 2024 era quasi del 30% inferiore rispetto al livello del 1990. Tra il 1990 e il 2024 la quota di emissioni dell’industria si è ridotta sensibilmente a causa del declino di alcune attività e degli investimenti in efficienza energetica, mentre è cresciuto il peso del terziario e dei trasporti delle famiglie. La quota del riscaldamento domestico è invece rimasta stabile, ma con una forte riduzione delle emissioni.

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