
I diciottenni che riceveranno il bonus, spiega Liverani, si accorgeranno all’ingresso nel mondo del lavoro che quei 100 euro sono diventati 130, 140 o anche 160: un modo per far toccare con mano il valore della previdenza integrativa fin da giovani
Cento euro a chi compie diciotto anni, vincolati a un fondo pensione. È una delle proposte al centro della relazione con cui il presidente dell’Ania Giovanni Liverani ha aperto ieri l’assemblea annuale dell’associazione, davanti al presidente del Senato Ignazio La Russa e a due vicepremier.
I diciottenni che riceveranno il bonus, spiega Liverani, si accorgeranno all’ingresso nel mondo del lavoro che quei 100 euro sono diventati 130, 140 o anche 160: un modo per far toccare con mano il valore della previdenza integrativa fin da giovani.
Il bonus si accompagna ad altre due richieste sullo stesso fronte: aumentare la deducibilità fiscale dei contributi — oggi ferma a 5.300 euro dopo un piccolo incremento nell’ultima legge di bilancio, giudicato insufficiente a convincere i 20 milioni di potenziali iscritti ancora esitanti — e difendere la portabilità dei contributi versati dai datori di lavoro, la possibilità cioè per il lavoratore di spostarli da un fondo all’altro.
Una misura appena introdotta e già contestata da chi teme che indebolisca i fondi pensione aziendali: Liverani chiede che non venga rinviata, pur ammettendo la necessità di tutelare le situazioni già in essere.
Dalla previdenza alle case, il filo delle proposte tocca poi il rischio sismico e idrogeologico. L’obbligo assicurativo per le imprese contro le catastrofi naturali è già operativo — la penetrazione, dice Liverani, è raddoppiata in meno di un anno, anche se resta bassa — e ora l’Ania chiede di estenderlo alle abitazioni private, almeno per chi ha già usufruito di incentivi fiscali per ristrutturazioni edilizie.
La logica: sarebbe incoerente che lo Stato paghi due volte, prima con il bonus casa e poi con il risarcimento post-sisma o post-alluvione a chi non si è assicurato. Per il resto del patrimonio abitativo, la proposta è di legare gradualmente la polizza allo stesso obbligo già previsto per l’attestato di prestazione energetica.
Il programma dell’Ania comprende anche altri due capitoli. Sull’assistenza agli anziani non autosufficienti, con il ministro per la Disabilità Locatelli l’associazione sta lavorando a un protocollo per esplorare la copertura tramite polizze long term care, oggi quasi assenti in Italia.
Sulla sanità, la proposta è di incentivare fiscalmente le polizze che coprono i costi della libera professione intramuraria negli ospedali pubblici — una “superconvenzione”, la chiama Liverani — per intercettare parte dei 42 miliardi che gli italiani spendono ogni anno di tasca propria fuori dal circuito del Servizio sanitario nazionale.
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