Dalla ricerca alle cure personalizzate: ecco il primo Irccs cardiologico dell’Emilia

Il Maria Cecilia Hospital di Cotignola ottiene la qualifica di Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico dal ministero della Salute

Medicina di precisione e cure personalizzate per la salute del cuore. Maria Cecilia Hospital di Cotignola, in provincia di Ravenna, struttura da cui ha preso vita GVM Care & Research, ottiene la qualifica di Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (Irccs) nell’area “Cardiologia-Pneumologia”, il primo in questo ambito in Emilia Romagna. Il riconoscimento è stato attribuito nei giorni scorsi alla struttura romagnola dal ministero della Salute.

La qualifica di Irccs viene rilasciata alle strutture sanitarie in grado di coniugare attività assistenziale di elevata specializzazione e produzione scientifica di rilievo nazionale e internazionale. In Italia sono complessivamente 55, di cui 23 private. Di queste, solo tre in Lombardia e una in Piemonte fanno parte degli Irccs monotematici in ambito cardiologico. Con questo risultato, dunque, l’ospedale ravvenate raggiunge un posizionamento di assoluto rilievo, frutto di un percorso pluriennale di investimenti in ricerca traslazionale, tecnologie avanzate e competenze multidisciplinari.

Maria Cecilia Hospital, centro di riferimento nella diagnosi e nel trattamento delle patologie cardiovascolari ed eccellenza nella cardiochirurgia, in particolare con l’Heart Valve Center, diventa così anche il primo Irccs privato della regione nell’area cardiologia-pneumologia e il primo del gruppo GVM Care & Research, terzo player della sanità privata secondo la classifica Mediobanca, con quasi un miliardo di euro di fatturato e ospedali e poliambulatori in 11 regioni italiane e strutture in Francia, Polonia, Albania e Ucraina. “Questo riconoscimento – sottolinea Ettore Sansavini, presidente di Maria Cecilia Hospital e di GVM Care & Research – rappresenta il coronamento di un percorso costruito nel tempo attraverso una visione strategica fondata su ricerca, innovazione e investimenti. Fin dagli inizi abbiamo creduto nella necessità di istituire un collegamento diretto tra il laboratorio e il letto del paziente, affinché le scoperte scientifiche possano tradursi rapidamente in nuove opportunità di cura. La nostra ricerca nasce dall’ascolto dei bisogni reali dei pazienti, che i clinici intercettano ogni giorno nella pratica assistenziale. Da qui prende avvio un circolo virtuoso in cui assistenza e ricerca si alimentano reciprocamente, generando conoscenza, innovazione e valore per l’intera comunità. Il riconoscimento di Maria Cecilia Hospital come Irccs conferma la validità di questo modello e ci incoraggia a proseguire lungo questa direzione”.

L’attività di ricerca di Maria Cecilia Hospital si conferma in costante crescita. Attualmente il team è impegnato in oltre 60 studi clinici, nazionali e internazionali, sia interventistici sia osservazionali. A testimoniare il consolidamento della produzione scientifica è anche il numero delle pubblicazioni, che nel 2025 sono state 166.

GVM Care & Research è un gruppo che ha implementato in oltre cinquant’anni di attività un modello che integra assistenza e innovazione al servizio dei pazienti. Negli ultimi quattro anni all’interno dell’ospedale romagnolo è stato potenziato il Laboratorio di Ricerca Traslazionale per mettere, giorno dopo giorno, sempre più a contatto il ricercatore con lo specialista per uno scambio che favorisce il costante confronto dell’attività clinica con quella scientifica.

“È fondamentale che quanto riscontrato nei laboratori venga portato al letto del paziente – specifica la professoressa Elena Tremoli, direttore scientifico della struttura di Cotignola -. Solo così possiamo rendere proficua la nostra attività di ricerca. Il nostro lavoro non si ferma alla cura delle patologie cardiovascolari con le migliori terapie e soluzioni chirurgiche oggi disponibili, ma si occupa di identificare quei fattori che indicano un rischio di sviluppare una certa patologia ed eventuali complicanze. Inoltre, siamo impegnati in studi che hanno come scopo individuare alcuni marcatori specifici di malattia per personalizzare sempre di più le cure nell’ottica di una medicina di precisione”.

L’attività di ricerca di Maria Cecilia Hospital si snoda attraverso la ricerca traslazionale e la partecipazione a numerosi studi clinici anche no profit di rilievo nazionale e internazionale lungo tre linee principali. Nell’ambito della cardiologia generale gli studi si concentrano sui fattori di rischio cardiovascolare e anche sulla valutazione del rischio clinico, un’area particolarmente innovativa che richiede competenze di medicina legale. Una particolare attenzione viene riservata ai pazienti obesi operati con chirurgia bariatrica, per individuare quei fattori che aumentano il rischio cardiovascolare. Nei settori della cardiologia e cardiochirurgia, l’ospedale sta lavorando sull’individuazione di biomarcatori in grado di predire l’insorgenza di nuovi eventi cardiovascolari. Al Maria Cecilia Hospital, inoltre, è presente anche un Centro altamente specializzato per la cura del piede diabetico. In quest’ambito i ricercatori sono impegnati in progetti altamente innovativi per la cura delle ulcere del piede diabetico.

“Queste attività di ricerca non vanno solo nella direzione della prevenzione e della cura delle malattie, ma hanno anche l’obiettivo di prolungare la vita in salute dei pazienti che hanno già una diagnosi di patologia cardiovascolare, in modo da offrire una presa in carico sempre più personalizzata e orientata alla prevenzione delle eventuali recidive”, conclude la professoressa Tremoli.

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