Gli Stati Uniti hanno colpito simultaneamente con diversi missili le infrastrutture elettriche e le pompe di desalinizzazione situate sul molo del villaggio di Bunji, nei pressi della città di Jask, nella provincia meridionale iraniana di Hormozgan, alle 4.44 del mattino, ha riferito l’agenzia Tasnim.
Le difese aeree del Kuwait sono impegnate a contrastare attacchi con missili e droni lanciati dall’Iran. Lo afferma lo Stato maggiore delle forze armate kuwaitiane in un messaggio pubblicato su X. “Le difese aeree kuwaitiane stanno attualmente fronteggiando attacchi missilistici e con droni ostili in seguito alla criminale aggressione iraniana”, si legge nel post. Lo Stato maggiore precisa inoltre che “gli eventuali rumori di esplosioni” avvertiti dalla popolazione sono il risultato dell’intercettazione degli attacchi da parte dei sistemi di difesa aerea.
Le Guardie Rivoluzionarie hanno dichiarato di aver attaccato oggi la base statunitense di Arifjan, in Kuwait.
L’esercito iraniano ha dichiarato oggi in un comunicato di aver sferrato questa mattina un attacco con droni contro una base americana in Bahrein. “Durante l’operazione sono stati presi di mira l’area di stazionamento e il deposito dei jet statunitensi, il deposito di carburante dell’esercito americano nella base di Sheikh Isa, nel sud del Bahrein, nonché alcuni ponti”, ha aggiunto il comunicato, citato dall’agenzia Fars. (ANSA).
I media iraniani hanno riferito di esplosioni nella città di Khorramabad, nella provincia del Lorestan. Secondo quanto riportato, le esplosioni sarebbero state causate da attacchi missilistici statunitensi lanciati dal Kuwait. Lo riferisce Al Jazeera, secondo cui, per la terza volta nel giro di poche ore, in tutto il Bahrein risuonano le sirene di emergenza. Le autorità hanno invitato con urgenza i residenti a mettersi al riparo immediatamente. Intanto, l’esercito giordano afferma di aver abbattuto 10 missili iraniani.
“Le forze statunitensi hanno concluso la settima notte consecutiva di attacchi contro l’Iran”. Lo annuncia il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) sul proprio profilo del social X. Il Centcom rende noto di aver “colpito siti di sorveglianza, infrastrutture logistiche militari, depositi sotterranei di armi e risorse navali”. Le forze statunitensi hanno impiegato aerei da combattimento, droni e navi da guerra, oltre ad altre risorse. Oltre 50 mila militari statunitensi sono operativi in tutto il Medio Oriente, conclude il Centcom, “e rimangono vigili, letali e pronti all’azione”.
La notizia secondo cui due petroliere avrebbero preso fuoco mentre tentavano di attraversare un campo minato nello Stretto di Hormuz “è falsa”. Lo scrive il Centcom su X, sull’account ufficiale del Comando Centrale degli Stati Uniti.
Il vice governatore iraniano della provincia di Hormozgan ha dichiarato che gli attacchi aerei statunitensi su alcune zone della regione hanno causato la morte di tre persone, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Tasnim citata da Al Jazeera. Il funzionario ha aggiunto che altre otto persone sono rimaste ferite negli attacchi.
L’agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim riferisce che due petroliere hanno preso fuoco in seguito ad esplosioni avvenute mentre tentavano di attraversare un campo minato nella parte meridionale dello Stretto di Hormuz. Secondo quanto riportato da Tasnim, la Marina delle Guardie Rivoluzionarie iraniane avrebbe affermato che lo stretto è “estremamente pericoloso e completamente chiuso” a causa delle aggressioni statunitensi. Lo riporta Al Jazeera.
Le notizie sulla guerra in Medio Oriente del 17 luglio
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