L’esercito israeliano ha affermato che la sua aviazione ha «intercettato un drone nella zona del confine con la Giordania». Lo riportano diversi media del Paese, tra cui il Times of Israel. «Il drone non ha sconfinato in territorio israeliano. L’origine del lancio è sotto esame», ha dichiarato l’Idf. La Giordania è stata oggetto di ripetuti attacchi con droni da parte dell’Iran da quando gli Stati Uniti hanno ripreso gli attacchi contro il Paese all’inizio di questo mese, ricorda Al Jazeera.
La reazione del prezzo del petrolio e del gas al conflitto in Iran scatenato da Usa e Israele è stata «sorprendentemente e notevolmente più contenuta» rispetto all’impennata dei prezzi provocati dalla guerra della Russia in Ucraina e rispetto agli standard storici.
I prezzi di petrolio e gas infatti sono influenzati non solo dall’entità dell’interruzione dell’approvvigionamento ma anche da altri fattori: le condizioni iniziali del mercato, le scorte, la flessibilità della domanda e le misure di contenimento dello shock. E’ quanto rileva un post pubblicato ieri sul Blog della Bce.
«Mettiamo in guardia gli Stati Uniti rispetto al loro blocco navale illegale e rispetto alle minacce rivolte alle nostre navi mercantili e petroliere nello Stretto di Hormuz negli ultimi tre giorni. Questo atto malvagio dell’esercito terrorista statunitense non resterà impunito». Lo ha dichiarato il comando centrale delle forze armate iraniane, Khatamolanbia, in un comunicato. «Tale azione è considerata un’estensione della guerra nella regione», ha aggiunto, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Irna.
C’è un «significativo slancio» nel dossier israelo-libanese in seguito avvio positivo della prima zona pilota nel Libano meridionale e dell’incontro della scorsa settimana tra il presidente libanese Joseph Aoun e Donald Trump alla Casa Bianca. Lo ha detto un funzionario del Dipartimento di Stato ad Axios in vista dei colloqui fra Libano e Israele previsti a Roma dal 4 al 6 agosto.
«A Roma, i gruppi tecnici si concentreranno sull’avanzamento della piena attuazione dell’accordo quadro. Ciò include l’ampliamento del processo relativo alle zone pilota, la risoluzione di tutte le questioni di confine ancora aperte e il lavoro su un accordo globale di pace e sicurezza», ha spiegato ad Axios il funzionario del Dipartimento di Stato. L’accordo quadro rappresenta l’unica via per una pace duratura tra Israele e il Libano e la sua «piena attuazione è nel chiaro interesse di entrambi i Paesi e l’amministrazione Trump è impegnata a garantirne il successo», ha messo in evidenza.
Si terrà a Roma dal 4 al 6 agosto il prossimo round di colloqui tra Israele e Libano mediati dagli Stati Uniti, ha confermato il Dipartimento di Stato americano, precisando che i team tecnici delle due parti lavoreranno all’attuazione dell’accordo quadro firmato il mese scorso, considerato il primo passo verso un futuro accordo di pace. L’appuntamento di inizio agosto era stato già anticipato dal ministro degli Esteri Antonio Tajani.
Secondo Washington, i negoziati si concentreranno sull’estensione del sistema delle “zone pilota” nel sud del Libano, sulla risoluzione delle questioni ancora aperte lungo il confine e sulla definizione di un più ampio accordo di pace e sicurezza tra i due Paesi.
Il meccanismo delle zone pilota prevede il graduale trasferimento del controllo di alcune aree all’esercito libanese, che dovrà verificare l’assenza di combattenti e armamenti di Hezbollah. La scorsa settimana l’Idf ha completato il primo ritiro da una di queste aree, ma Beirut ha successivamente accusato Israele di ostacolare le operazioni delle Forze armate libanesi nella zona.
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu nella notte tra lunedì e martedì è arrivato a Washington, dove incontrerà il presidente americano Donald Trump prima di partecipare ai funerali del senatore repubblicano Lindsey Graham. Lo riportano i media israeliani.
Stando a quanto anticipato alla stampa americana da un funzionario della Casa Bianca, Trump discuterà con il premier israeliano della guerra in Iran, dei progressi nei negoziati con il Libano e delle iniziative per ampliare gli Accordi di Abramo.