
Il riconoscimento durante la 48ª sessione del Comitato in Corea. Meloni: primato italiano sprona a fare sempre meglio
I teatri storici dell’Italia centrale sono stati ufficialmente iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco. Il prestigioso riconoscimento assegnato in Corea, nel corso della 48esima sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale Unesco, corona un percorso istituzionale avviato negli anni scorsi da più soggetti con capofila le Marche. Nati tra il XVIII e il XIX secolo, sono un fenomeno culturale e sociale tipico del centro della penisola e segnano il momento in cui il teatro e l’opera da evento esclusivamente per nobili, aristocrazia e notabili diventa patrimonio della comunità. Costituiscono un fenomeno peculiare nella storia dell’architettura e del teatro inteso come istituzione sociale e culturale perchè si trattava del primo esperimento in cui istituzioni e gruppi di privati gestivano insieme un patrimonio per la comunità.
«Gioielli storici, architettonici e culturali che, da secoli, impreziosiscono l’identità di borghi e città dell’Italia centrale e la rendono unica. Questo riconoscimento consolida il primo posto dell’Italia nella classifica dei siti Unesco. Un primato che ci inorgoglisce e che ci sprona a fare sempre di più e meglio», ha commentato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. «L’Italia è una superpotenza culturale e noi continueremo a fare ogni giorno la nostra parte per custodire, proteggere e valorizzare un patrimonio che tutto il mondo ci invidia». La candidatura è stata promossa dalle Marche, con il coordinamento e il supporto tecnico-scientifico del ministero della Cultura. Alle attività di candidatura hanno partecipato anche le Regioni Umbria ed Emilia-Romagna, insieme a numerosi enti territoriali, a partire dai Comuni, e alle realtà locali dell’Italia centrale, dove questo sistema teatrale ha conosciuto la sua più ampia diffusione. La candidatura ha inoltre beneficiato del sostegno del ministero degli Affari esteri che ha curato i rapporti con l’Unesco.
Il riconoscimento «celebra l’eccezionale valore universale di questi gioielli architettonici, che sono, da oltre due secoli, centri vitali di fruizione culturale, di identità e di coesione sociale per le comunità che li custodiscono. I teatri condominiali sono una infrastruttura culturale italiana di eccellenza, che, in maniera innovativa, ha permesso a generazioni di cittadini nei borghi e nei piccoli centri dell’Italia centrale di fruire dell’Opera, della musica classica e di altre forme di spettacolo dal vivo», queste le parole del ministro della Cultura Alessandro Giuli. «La loro iscrizione nella Lista del Patrimonio mondiale premia l’iniziativa promossa dal presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli in collaborazione con il ministero della Cultura, che sosterrà l’intera rete nazionale dei teatri condominiali nel percorso di valorizzazione avviato con la candidatura Unesco».
Un patrimonio diffuso, composto da edifici di dimensioni ridotte e di particolare eleganza, testimonianza di una tradizione civica che ha reso il teatro un elemento identitario delle comunità. La proposta progettuale della candidatura a patrimonio dell’Umanità Unesco mostrava come il teatro si sia sviluppato come espressione auto-rappresentativa di una comunità registrando, appunto tra il XVIII e XIX secolo nell’Italia Centrale, una sorprendente stagione di costruzione di teatri, secondo la formula «condominiale» con sala all’italiana. Si tratta ora del riconoscimento di una testimonianza unica dell’eccezionale valore di uno straordinario patrimonio culturale, riunendo i teatri condominiali più rappresentativi, la cui alta densità e qualità sono caratteristiche dell’Italia centrale. Questo l’elenco dei dieci teatri iscritti tra Marche, Emilia Romagna, Umbria: 1. Teatro Angelo Mariani, Sant’Agata Feltria. 2. Teatro Pergolesi, Jesi. 3. Teatro Ventidio Basso, Ascoli Piceno. 4. Teatro Serpente Aureo, Offida 5. Teatro dell’Aquila, Fermo. 6. Teatro Lauro Rossi, Macerata. 7. Teatro Feronia, San Severino Marche. 8. Teatro Gentile da Fabriano, Fabriano. 9. Teatro Bramante, Urbania. 10. Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti, Spoleto. La proposta di sito seriale si componeva di diciotto teatri dislocati in tre Regioni (14 nelle Marche, 2 in Emilia Romagna e 2 in Umbria).
Con l’iscrizione del Sistema dei teatri condominiali dell’Italia centrale nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco, deliberata oggi dal Comitato del Patrimonio Mondiale, riunito a Busan, in Corea, l’Italia consolida il proprio primato mondiale con 62 siti iscritti nella Lista del Patrimonio dell’Umanità. «È una scelta che conferma il valore universale del nostro straordinario patrimonio culturale. L’Italia è una vera superpotenza culturale: la cultura rappresenta una delle risorse più preziose della nostra identità, uno degli strumenti più efficaci della nostra diplomazia e un pilastro fondamentale della proiezione internazionale del Paese», afferma il ministro degli Esteri Antonio Tajani.
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