“Idee nuove per un Ssn equo e sostenibile”: così 15 università vogliono salvare il diritto alle cure

In un evento svoltosi in contemporanea in 9 Università italiane e che ne rappresenta quindici (Bocconi, Politecnico di Milano, università Milano, Cattolica del Sacro Cuore, Torino, Genova, Verona, Sant’Anna Pisa, Ferrara, LUMSA, Roma Tor Vergata, Magna Grecia, Salento, Messina e Catania) , sono state presentate le “Idee nuove per un SSN equo e sostenibile”: si tratta di proposte di riforma del SSN, frutto di un lavoro corale, iniziato da oltre 15 mesi, che ha coinvolto accademici ed esperti del settore.

Una iniziativa nata osservando il crescente affaticamento del SSN nel mantenere l’Universalismo che lo caratterizza, come dimostrato dal permanere di importanti disuguaglianze negli esiti di salute e da un razionamento implicito che colpisce le fasce più fragili della popolazione.

Le proposte sono il frutto di una analisi che ha individuato (senza pretesa di esaustività) alcune criticità strutturali: una offerta di servizi sbilanciata verso le acuzie, a fronte di un aumento della cronicità e della non autosufficienza; un livello di finanziamento pubblico non più coerente con la programmazione e l’erogazione dei LEA; una governance verticale e orizzontale spesso disarticolata; una insufficiente promozione di un management nazionale di alto profilo adeguatamente retribuito in rapporto alla complessità e responsabilità del ruolo; un sistema formativo e di programmazione degli accessi alle facoltà gravemente disallineato rispetto ai reali fabbisogni; un insufficiente coinvolgimento sistematico delle organizzazioni di advocacy e degli Enti del Terzo Settore.

Si ritiene, quindi, che il SSN necessiti di una riforma profonda: pur auspicando un progressivo adeguamento del finanziamento alla media della UE, gli estensori del documento ritengono prioritaria la predisposizione di un Testo Unico della Sanità (e Salute), su cui lavorare per introdurre modifiche ed integrazioni necessarie a mantenere la natura Universalistica della tutela pubblica della salute.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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