Schillaci: «Case di comunità svolta per il Ssn, in manovra più fondi per medici e infermieri»

Come cambia il Servizio sanitario dopo l’apertura delle nuove strutture della Sanità territoriale. L’incontro con il ministro dell’Economia Giorgetti a fine luglio

«Sono molto positive le iniziative di alcune Regioni come la Lombardia di mettere dei cold spot dentro le Case di comunità, una iniziativa utile che mette insieme le esigenze di tutela dei più fragili e degli anziani che si faranno più pressanti con la terza ondata di caldo e la possibilità di ricorrere a queste strutture innovative che possono fornire un supporto: non sono solo un posto dove avere refrigerio, ma anche una visita medica evitando l’afflusso nei pronto soccorso». Per il ministro della Salute Orazio Schillaci l’allarme caldo può rappresentare un prezioso “battesimo” per le oltre 1.200 nuove Case di comunità nate per assicurare ai cittadini «una medicina moderna e più vicina alle persone».

Quanto sono importanti?

Credo che rappresentino una vera svolta per il Servizio sanitario nazionale perché quello che è mancato finora e si è visto durante il Covid, è stata proprio la medicina territoriale. Proprio in questi giorni sono usciti dei dati che ricordano come l’Italia abbia perso tanti posti letto in ospedale, un taglio che si è fatto sentire proprio perché mancavano strutture come queste.

Il Sud però è in ritardo.

Purtroppo ci sono ancora troppe differenze tra Nord e Sud e per questo stiamo accompagnando le Regioni in questa fase, anche se negli ultimi mesi hanno fatto grandi progressi. Questa differenza nell’accesso alle cure per me rimane il problema più grave della sanità italiana: è inaccettabile, perché tutti dovrebbero avere le stesse possibilità di cura a prescindere da dove vivono e da quanto guadagnano.

Vigilerete sul funzionamento? Non c’è il rischio “scatole vuote”?

Il ministero vigilerà anche con l’aiuto di Agenas: perché non basta aprire queste strutture, ma devono funzionare bene e sono convinto che gradualmente andranno tutte a regime e noi lavoreremo perché accada. Puntiamo anche a fare una campagna di informazione per i cittadini sulle Case di comunità per fargli capire quali servizi possono trovarci dentro, ma anche conoscere dove sono ubicate e per questo stiamo chiedendo alle Regioni di fare una mappa. Avremo un duplice vantaggio: si potrà ridurre la pressione sui pronto soccorso e ci sarà una presa in carico, grazie a team multidisciplinari, di anziani e fragili che sono la maggioranza dei pazienti italiani

Ma i medici di famiglia ci lavoreranno davvero anche se non come dipendenti?

Sono già entrati nelle Case di comunità con un accordo nazionale, non possono non andarci perché sono convinto che ci sarà una evoluzione della figura del medico di famiglia che non lavorerà più da solo e avrà una formazione specialistica universitaria come gli altri medici. Al di là dell’ipotesi della dipendenza che è un tema che riemerge da anni è importante che si facciano le cose nell’interesse dei cittadini e non delle categorie

 Le liste d’attesa sono una sua priorità. Ora finalmente c’è la piattaforma che monitora i ritardi. Come interverrete?

Questa operazione è fondamentale per migliorare una emergenza che è almeno ventennale. Se sappiamo quali prestazioni sono più critiche possiamo individuare le cause e il modo per rimuoverle: se c’è un ritardo su un esame diagnostico questo può dipendere dal fatto che manca un macchinario o perché c’è carenza di personale. In questo modo le Regioni possono intervenire in maniera mirata. Tra l’altro questa piattaforma ha risvegliato una sana competizione tra le Regioni per rispettare i tempi come si vede dai primi dati in miglioramento e questo è un fattore molto positivo.

Questa estate lavorerete alla manovra. Cosa si aspetta?

Vedrò il ministro Giorgetti a fine luglio e chiederò di aumentare la dote del Fondo sanitario come è sempre accaduto. Proprio in questi giorni gli uffici del ministero stanno lavorando alla stima economica delle esigenze. Tra queste al primo posto ci sono i professionisti sanitari: vogliamo più assunzioni e aumentare le loro remunerazioni. Abbiamo iniziato l’anno scorso dagli infermieri, ma dobbiamo proseguire con le assunzioni che potranno riguardare anche le nuove strutture come le Case di comunità per le quali abbiamo già stanziato 600 milioni. La sanità territoriale è la vera rivoluzione di questi anni.

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