
Dal congresso nazionale il leader Bombardieri propone la redistribuzione dei benefici prodotti dall’aumento di produttività generato dall’AI e incentivi pubblici e politiche industriali solo le imprese che la utilizzano per creare occupazione di qualità,
La crescita della produttività generata dall’utilizzo dell’intelligenza artificiale deve tradursi in «salari più elevati, maggiore formazione, migliori condizioni di lavoro e riduzione dell’orario a parità di retribuzione». Perché se «le macchine producono di più, i lavoratori devono lavorare meno e vivere meglio»: è il principio indicato dalla UIL che ha posto il tema dell’Intelligenza artificiale al centro del proprio XIX Congresso nazionale, con l’obiettivo di costruire regole e tutele che accompagnino l’innovazione senza lasciare indietro lavoratrici e lavoratori.
Il sindacato guidato da Pierpaolo Bombardieri presenterà a Governo e parti sociali un documento articolato in dieci proposte che vanno dall’informazione preventiva e valutazione dell’impatto degli algoritmi, al controllo umano sulle decisioni automatizzate, dal diritto alla spiegazione e alla contestazione, alla certificazione della sostenibilità algoritmica, dalla formazione continua sull’AI durante l’orario di lavoro all’istituzione di un Fondo nazionale per la transizione.
Tra le proposte c’è la redistribuzione dei benefici prodotti dall’aumento di produttività generato dall’AI, la tutela dell’occupazione, la creazione di campioni nazionali nel settore tecnologico, la protezione del patrimonio nazionale dei dati e una revisione delle norme sui licenziamenti legati ad automazione e digitalizzazione. La UIL chiede inoltre che incentivi pubblici e politiche industriali sostengano solo le imprese che utilizzano l’AI per creare occupazione di qualità, migliorare servizi e competenze e rispettare i diritti delle persone.
Particolare attenzione viene posta ai rischi di sorveglianza, discriminazione algoritmica e perdita di autonomia nei luoghi di lavoro. Da qui la richiesta di trasparenza degli algoritmi, limiti al monitoraggio digitale e maggiore contrattazione sindacale.
Per la UIL l’AI può favorire crescita, innovazione e benessere, ma solo attraverso regole chiare, investimenti, partecipazione delle organizzazioni sindacali e una strategia pubblica capace di governare la transizione, evitando che il mercato sia l’unico arbitro del cambiamento.
Nella legge di Bilancio Bombardieri ha rivendicato di aver ottenuto tra le «risposte positive», lo stanziamento di due miliardi per interventi sul lavoro e per la detassazione degli aumenti contrattuali. «Siamo stati criticati, in qualche caso sbeffeggiati, ma chiarezza è stata fatta dall’Inps: quei soldi da noi richiesti e stanziati dal Governo hanno coinvolto 3.800.000 persone. Per noi, questo è un risultato apprezzabile, per quelle piazze, per quei lavoratori che stanno sotto i 35.000 euro lordi annui, per i tanti part time, per i lavoratori poveri, per i contratti che sono stati rinnovati». Alla richiesta del leader della Uil di conferma della detassazione del 5% sugli aumenti dei contratti che si rinnoveranno nel 2027 e nel 2028 ha riposto positivamente la premier Giorgia Meloni, impegnandosi a prorogare la misura nella prossima legge di Bilancio.
Bombardieri ha lanciato la proposta alle associazioni datoriali diciamo di chiedere insieme, al Governo un abbattimento delle tasse per 10 anni per le aziende che si fondono e si aprono a nuovi mercati, favorendo i passaggi intergenerazionali e sviluppando l’internazionalizzazione, che «è per noi la vera risposta, invece di fare la gara con la Cina a chi ha i salari più bassi». Anche su questa proposta la premier, intervenendo al congresso della Uil, ha espresso disponiblità a «ragionare insieme su un regime fiscale agevolato che favorisca le aggregazioni e la staffetta generazionale».
Bombardieri considera una «vittoria» il decreto Lavoro e la scelta del Governo di identificare il salario dignitoso con il trattamento economico complessivo dei contratti comparativamente maggiormente rappresentativi, così come la scelta di non esercitare la delega, perché c’è una discussione in corso fra le parti sociali. «Ho fatto due scioperi generale contro governo meloni – ha sottolineato il leader della Uil-, Il Governo ha scritto che il salario dignitoso è quello dei contratti firmati da Cgil, Cisl, Uil. Non era mai successo con nessun Governo».
Sulla misurazione della rappresentanza, la sfida per Bombardieri è quella di «riscrivere le regole delle relazioni industriali e disegnare gli scenari del sindacalismo confederale italiano per i prossimi anni. Stiamo lavorando alla sottoscrizione di un nuovo accordo interconfederale in materia. Alle imprese dico: facciamo presto. Noi pensiamo che sia giunta l’ora per l’applicazione “erga omnes” dei contratti e che si debba cominciare a discutere dell’attuazione dell’articolo 39 della Costituzione Magari dopo aver raggiunto l’accordo interconfederale e chiedendo al Governo di recepirlo e di sostenerlo».
In tema di democrazia sindacale, Bombardieri lancia la proposta di un “election day” che permetta ogni 3/4 anni a tutti i lavoratori e tutte le lavoratrici di votare i propri rappresentanti nella stessa giornata.Acquisiamo il principio e valutiamo come e dove votare: diamo a tutti uno strumento di democrazia in più. «Nelle elezioni che si celebrano sui posti di lavoro, vota mediante l’80% degli aventi diritto e il 70%vota le liste di Cgil, Cisl e Uil», ha ricordato.
-
Articolo precedente
Carburanti, gestori pronti a sciopero se ddl riforma resta al Mimit