Le Pen all’Eliseo? Tra poco la Corte d’appello di Parigi deciderà sulla candidabilità

Attesa per le 13.30 la sentenza al Palais de Justice

La quarta e forse ultima corsa di Marine Le Pen alla presidenza francese potrebbe essere decisa oggi in un’aula di tribunale a Parigi.

La leader storica dell’estrema destra francese, 57 anni, saprà se la Corte d’appello le aprirà la strada per candidarsi alle elezioni presidenziali del prossimo anno o se confermerà l’interdizione elettorale di cinque anni che potrebbe mettere fine alle ambizioni presidenziali coltivate per oltre un decennio.

Il futuro politico di Le Pen è rimasto sospeso dallo scorso anno, quando è stata riconosciuta colpevole di appropriazione indebita di fondi del Parlamento europeo per aver fatto lavorare alcuni assistenti per il suo partito, il Rassemblement National, invece che per attività legate all’Eurocamera.

Per partecipare alla corsa alla successione del presidente Emmanuel Macron nella primavera del 2027, Le Pen ha bisogno che il collegio di tre giudici annulli o riduca in modo significativo l’interdizione.

La decisione arriva in un momento in cui Le Pen non è mai apparsa così vicina all’Eliseo, dopo tre campagne presidenziali e due sconfitte al ballottaggio contro Macron. Ma anche in caso di esclusione dalla corsa, non è chiaro se le possibilità del suo partito ne risentirebbero: il presidente del Rassemblement National, Jordan Bardella, 30 anni, è stato indicato come suo possibile sostituto e in alcuni primi sondaggi risulta almeno altrettanto forte.

Le Pen ha detto che non farebbe campagna elettorale se fosse posta agli arresti domiciliari e costretta a indossare un braccialetto elettronico, ma la scorsa settimana in un’intervista ha assicurato che continuerà a partecipare alla vita politica francese qualunque sia l’esito del procedimento. «Non dipende più da me», ha detto. «Ma continuerò a combattere e continuerò a essere un’attivista. E se sarò solo un’attivista, sarò solo un’attivista».

Le Pen è attesa nel primo pomeriggio al Palais de Justice di Parigi. La presidente del collegio, Michèle Agi, dovrebbe iniziare la lettura della sentenza intorno alle 13.30.

Secondo tre funzionari del Rassemblement National, Le Pen non dovrebbe rilasciare dichiarazioni subito dopo l’uscita dall’aula. Dovrebbe invece recarsi immediatamente nella sede del partito, nella parte occidentale della capitale francese, per incontrare Bardella.

Bardella non sarà in aula al momento della lettura della sentenza. In mattinata sarà a Strasburgo, come membro del Parlamento europeo, prima di rientrare a Parigi.

Alle 20 Le Pen dovrebbe apparire in un telegiornale nazionale in prima serata per un’intervista che costituirà le sue prime dichiarazioni dopo il verdetto.

Non è chiaro se l’estrema destra avrebbe maggiori possibilità di conquistare la presidenza con o senza Le Pen. I sondaggi indicano che Bardella è leggermente più popolare. Un rilevamento dell’istituto francese Ifop, diffuso il mese scorso, lo accredita fino al 37% al primo turno, oltre 15 punti davanti al concorrente più vicino negli scenari testati.

Lo stesso sondaggio indica che anche Le Pen vincerebbe il primo turno, ma con un massimo del 32%.

Il primo turno delle presidenziali è previsto il 18 aprile. Se nessun candidato otterrà più del 50% dei voti, i primi due si affronteranno al ballottaggio il 2 maggio.

Il vantaggio di Bardella in termini di popolarità è però bilanciato dalla mancanza di esperienza. La sua età e il fatto di non essere ancora stato messo alla prova aggiungono incertezza sulla capacità di mantenere lo slancio nei prossimi mesi. Resta da capire se gli elettori francesi siano pronti ad affidare a un trentenne la guida di una potenza nucleare e della seconda economia dell’Europa.

Per Le Pen, la questione è più personale. Se l’interdizione elettorale sarà confermata, sarebbe un colpo durissimo per una politica che ha trascorso oltre un decennio a ripulire l’immagine del partito ereditato dal padre e a trasformarlo in una forza centrale della politica francese.

Ora che il Rassemblement National è più vicino che mai al potere, potrebbe non essere lei a raccoglierne i frutti.

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