Maxi-sequestro antidroga al largo di Lisbona: intercettato gommone con 2,6 tonnellate di cocaina

Il carico avrebbe generato un giro d’affari illecito da circa 500 milioni di euro. Arrestate le quattro persone a bordo dell’imbarcazione, tra cui un cittadino albanese domiciliato nel Bresciano

Le forze dell’ordine hanno inflitto un duro colpo al traffico internazionale di stupefacenti: un gommone che trasportava oltre 2,6 tonnellate di cocaina è stato intercettato nelle acque dell’oceano Atlantico. Il sequestro è arrivato al termine di una complessa operazione coordinata dalla Procura distrettuale antimafia di Brescia che ha visto la Guardia di finanza collaborare con le autorità spagnole e portoghesi.

Il carico presente sul gommone, che ha un valore stimato di 78 milioni di euro sul mercato all’ingrosso, avrebbe generato un giro d’affari illecito da circa 500 milioni se fosse giunto a destinazione e fosse stato sottoposto alle successive operazioni di taglio per lo spaccio al dettaglio.

Il blitz ha portato all’arresto delle quattro persone che si trovavano a bordo del mezzo. Si tratta di due cittadini spagnoli, un cittadino di Gibilterra e un cittadino albanese residente a Mantova e domiciliato nella provincia di Brescia.

Il gommone è stato fermato al largo delle coste di Lisbona dalla Policia Maritima portoghese. Il maxi-blitz è stato reso possibile grazie alla cooperazione internazionale di polizia con gli omologhi spagnoli e portoghesi, con il supporto del Maritime analysis and operations centre – Narcotics di Lisbona e della Direzione centrale per i servizi antidroga.

Per localizzare e intercettare il gommone è stato necessario l’impiego di mezzi aerei della Gdf dotati di tecnologie di ultima generazione per la sorveglianza marittima, rischierati nella penisola iberica nell’ambito dei moduli per il controllo delle frontiere esterne dell’Unione europea.

Le indagini «hanno consentito di raggiungere eccezionali risultati nel contrasto al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, infliggendo un duro colpo alle organizzazioni criminali» ha spiegato il tenente colonnello della Gdf di Brescia Antonio Ranaudo.

«I fattori chiave di questa operazione – ha proseguito Ranaudo – sono principalmente due: la transnazionalità dell’operazione, garantita mediante il cruciale e sinergico rapporto di collaborazione con i collaterali spagnoli e portoghesi, e soprattutto la trasversalità dell’azione del Corpo, che ha schierato le sue tre anime operative: la componente territoriale rappresentata dal nucleo Pef di Brescia quale presidio di sicurezza economica e finanziaria del territorio, il Servizio centrale nella sua funzione di coordinamento informativo e supporto operativo per i fenomeni criminali più complessi e la componente aeronavale: grazie a piloti altamente specializzati e a velivoli e strumentazione di ultima generazione è stato possibile intercettare e monitorare le rotte della droga».

Il comandante dell’aereo della Gdf che ha intercettato dall’alto il gommone carico di droga ha affermato che «il risultato ottenuto è frutto di una stretta sinergia interagenzia di più stati che ha visto la cooperazione del nostro aereo ATR72MP con mezzi navali e aerei della polizia portoghese. Operazioni di questa complessità, sia per le distanze che per la posta in gioco, non sono improvvisate, ma sono il frutto di addestramento, disciplina e preparazione sul campo».

Le indagini delle Fiamme gialle hanno consentito di accertare l’utilizzo da parte della criminalità organizzata di imbarcazioni go-fast, che hanno lunghezze variabili tra i 10 e i 16 metri e che, grazie a numerosi motori fuoribordo ad alta potenza, sono in grado di superare i 70 nodi.

I gommoni sono di fatto “taxi del mare”: recuperano carichi di stupefacenti che erano stati gettati in acqua da navi madri provenienti dal Sud America per poi trasportarli fino all’Europa. Si tratta della modalità del cosiddetto drop-off.

Il colonnello Andrea Magliozzi dello Scico, il Servizio centrale di investigazione sulla criminalità organizzata della Guardia di finanza, ha spiegato che i gommoni go-fast sono «in grado di affrontare l’oceano andando a recuperare lo stupefacente per portarlo con rapidità verso le coste della penisola iberica. Di lì la droga viene poi ridistribuita via terra su tutto il territorio dell’Unione europea».

Il pilota dell’aereo che ha intercettato il gommone ha aggiunto che «si tratta di mezzi navali contrabbandieri di elevatissime prestazioni e autonomia che, grazie ai rifornimenti logistici di gommoni di supporto, possono rimanere in mare per decine di giorni e percorrere migliaia di chilometri. Questo in tutta tranquillità e sicuri di poter avere la meglio in caso di un loro inseguimento. Qui entra in gioco il mezzo aereo, in grado di percorrere distanze enormi in pochissimo tempo fornendo alle unità di polizia navale una situazione tattica aggiornata e precisa alla base poi delle azioni di inseguimento e fermo del natante che è dedito al traffico illecito».

Il pilota ha poi concluso che «questa è l’essenza del nostro operare in cielo e sul mare per garantire il rispetto delle leggi e della legalità in ogni spazio dell’Unione europea. Stavolta si è trattato di mettere fine all’attività di un gommone go-fast e del suo equipaggio dedito al trasporto di droga dall’Atlantico all’Europa ma noi siamo sempre pronti per prevenire e fermare ogni illecita attività per la salvaguardia degli interessi primari della collettività e del nostro paese».

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