
In meno di 48 ore è stato raggiunto il plafond stanziato dal Mimit, che adesso valuta di rifinanziare il beneficio
Sessanta milioni di euro esauriti in due giorni, con oltre 400 domande presentate. È il bilancio a due giorni dall’apertura dello sportello per il credito d’imposta destinato alle attività di design e ideazione estetica, la misura del ministero delle Imprese messa in piedi per sostenere la creatività delle imprese manifatturiere italiane.
Significa, quindi, che in meno di 48 ore è stato raggiunto il plafond stanziato dal Mimit, che adesso valuta di rifinanziare il beneficio. In questo modo, il ministro Adolfo Urso ha invitato indirettamente le aziende a stare all’erta (anche perché i 60 milioni, al momento, sono soltanto prenotati, e quindi potrebbero arrivare scorrimenti).
A chiedere il beneficio sono soprattutto aziende della filiera moda, il comparto a cui la misura si rivolge in via prioritaria, ma le richieste arrivano anche da altri settori del Made in Italy che fanno del design un fattore competitivo.
«Un risultato straordinario, che conferma quanto questa misura risponda alle esigenze delle imprese, a partire da quelle della moda, settore strategico del Made in Italy», ha commentato Urso, aggiungendo appunto che il Mimit è «al lavoro per reperire ulteriori risorse per ampliare la platea dei beneficiari».
Lo sportello, va precisato, non si chiude: le comunicazioni di prenotazione continuano a essere acquisite secondo l’ordine cronologico di trasmissione, in vista di un eventuale scorrimento qualora si liberino nuove risorse.
Il credito, introdotto dalla legge di bilancio 2026 (articolo 1, commi 925 e 926, legge 199/2025) e disciplinato dal decreto direttoriale firmato pochi giorni fa, riguarda gli investimenti sostenuti nel periodo d’imposta successivo al 31 dicembre 2025. La piattaforma per l’invio delle comunicazioni ha aperto il 7 luglio alle ore 12, sul sito del Mimit, sezione “Credito d’imposta ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica, design e ideazione estetica”.
L’accesso al beneficio richiede due passaggi. Prima una comunicazione preventiva per ogni singolo progetto, con i dati dell’impresa, la descrizione dell’iniziativa, le date previste di avvio e completamento, l’importo degli investimenti e il credito potenzialmente spettante: al termine dell’invio l’impresa riceve una ricevuta con l’indicazione del credito prenotato secondo l’ordine cronologico, oppure della mancata disponibilità delle risorse.
Poi, a investimenti completati, una comunicazione di completamento entro 30 giorni dalla chiusura del periodo d’imposta, con le spese sostenute suddivise per tipologia. L’ammontare realizzato non può essere inferiore al 70% di quanto dichiarato in fase preventiva, pena la decadenza.
Tra le spese ammissibili: personale direttamente impiegato nelle attività di design, con una maggiorazione del 150% per i neoassunti under 35 laureati in design; quote di ammortamento di beni materiali e software dedicati; contratti con soggetti esterni al gruppo per lo svolgimento diretto delle attività; consulenze; materiali e forniture.
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