È (ancora) piccolo e ha una distribuzione limitata all’Europa, ma il marchio di sneaker Pro-Keds ha dalla sua tre fattori che ne fanno una delle startup guardate con grande attenzione dal mercato.

Il primo elemento è legato ai due soci della joint venture, con sede a Milano, che ha acquisito il brand americano: un duo composto dal miliardario-filantropo Jay Schottenstein, a capo dei marchi American Eagle Outfitters e Dsw, con interessi nei settori retail, immobiliare e tecnologico, che detiene il 45% di Pro-Keds e dal manager Patrizio di Marco, ex ceo di Bottega Veneta e di Gucci (fino al 2014), poi consulente di diverse aziende di alta gamma, che possiede il 55% del capitale.

Pro-Keds, dagli Usa all’Europa col progetto di Patrizio Di Marco

Il secondo fattore è dato dal team che sta lavorando alla crescita del marchio, selezionato attingendo alle esperienze e alle relazioni che Di Marco ha maturato in 30 anni di lavoro nel settore lusso, comprese le ultime con le sneaker Golden Goose (di cui è stato presidente dal 2018 al 2020) e Autry (che ha guidato dal 2021 al 2024). Il terzo fattore è dato dalla lunga e gloriosa storia del brand: Pro-Keds è nato nel 1949 sui campi di basket di Boston (indossato da campioni come Kareem Abdul-Jabbar, Pete Maravich, Magic Johnson e Michael Jordan), è approdato sulle strade di New York ed è diventato parte della scena musicale americana, prima di passare più volte di mano e finire poi in naftalina.

Ora di Marco presenta la sua terza collezione completa, maschile e femminile, al Pitti Uomo e annuncia: «Abbiamo grandi ambizioni: è partito l’e-commerce, siamo entrati nel mondo retail con l’apertura di un piccolo negozio a Roma in via del Babuino, abbiamo messo un piede in Cina e la prossima stagione entreremo in Corea in attesa di affrontare gli Stati Uniti. Se tutte le tessere andranno al posto giusto, vogliamo arrivare almeno a 50 milioni di fatturato».

Fonte: Il Sole 24 Ore

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