Regno Unito, Burnham promette lotta all’inflazione e sostegno alle imprese

Forse già oggi il neopremier annuncerà i nomi dei suoi ministri più importanti: Esteri, Interni e Tesoro

LONDRA – Cambio della guardia a Buckingham Palace oggi: il premier uscente Keir Starmer ha rassegnato le dimissioni a Re Carlo III, che poco dopo ha formalmente chiesto al neo-eletto leader laburista Andy Burnham di formare un nuovo Governo.

Inizia quindi l’era del cosiddetto “Re del Nord”, così chiamato per il successi ottenuti e la popolarità conquistata nei quasi dieci anni da sindaco di Manchester. Nel suo primo discorso da PM oggi Burnham ha detto di essere «profondamente consapevole» del fatto che è il settimo primo ministro britannico dal 2016 e ha dichiarato di voler «mostrare al mondo che la Gran Bretagna può ritrovare la stabilità».

Parlando senza leggìo e senza appunti, in linea con la sua immagine meno formale e più spontanea, il nuovo premier ha detto che la sua elezione rappresenta «un momento di svolta» e ha promesso un «nuovo modello economico e politico» con un maggiore controllo pubblico delle risorse e un piano di reindustrializzazione con forte sostegno per le imprese britanniche.

Rivolgendosi direttamente alle persone «stanche della politica», soprattutto nelle «zone dimenticate del Paese», Burnham ha promesso un percorso decennale di progresso e miglioramento, impegnandosi a presentare già domani un piano per ridurre il costo della vita e dare modo alla gente di «riprendere il fiato».

Nel suo discorso a braccio Burnham ha solo accennato alle riforme che intende avviare, ma ha toccato i temi a lui più cari, come l’impegno a costruire case popolari e la determinazione a ridurre il potere di Westminster dando maggiore autonomia a città e regioni. «Voglio riportare la speranza», ha dichiarato, «investire nel successo invece di pagare per il fallimento» e rappresentare una politica “basata sui giusti valori”.

Dopo le parole, c’è grande attesa per i fatti. Si prevede che forse già oggi Burnham annuncerà i nomi dei suoi ministri più importanti: Esteri, Interni e Tesoro. La scelta, finora tenuta segreta nonostante la ridda di voci, darà una chiara indicazione delle priorità del nuovo premier, che ha detto che il suo Governo vuole riflettere «tutte le anime del partito laburista».

Burnham è un veterano della politica: diventato membro del partito laburista a 15 anni, eletto deputato nel 2001, ha avuto posizioni di rilievo nei Governi di Tony Blair e Gordon Brown prima di lasciare Westminster per tornare alle sue radici nel nord dell’Inghilterra.

Eletto primo sindaco di Greater Manchester nel 2017 in seguito alla riforma delle amministrazioni regionali, Burnham è stato poi confermato due volte con una maggioranza più consistente e quando ha lasciato aveva un indice di gradimento del 65%, secondo i sondaggi.

Per poter aspirare alla successione a Starmer aveva dovuto candidarsi nella circoscrizione di Makerfield, vicino a Manchester, ed era stato eletto deputato con il 55% dei voti.

Starmer ha lasciato Downing Street con grande dignità, dichiarandosi sereno e orgoglioso per quanto è riuscito a realizzare. “Il mio lavoro è finito”, ha detto in un breve discorso di commiato, ricordando che nei suoi sei anni e mezzo alla guida del partito ha rilanciato il Labour in crisi, riportandolo alla vittoria elettorale nel 2024, e ha rafforzato l’economia e i servizi pubblici. Il premier uscente ha consigliato al suo successore di “non soccombere alle divisioni” mantenendo unito il partito e il Paese e gli ha assicurato il suo «pieno sostegno».

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