
Le nuove strategie della società orafa vicentina che vuol puntare sulla comunicazione per migliorare la posizione nel segmento di gioielleria di alta gamma
Da tempo Fope risulta saldamente al primo posto nella classifica delle migliori performance dell’Euronext Growth Milan a partire dall’Ipo, ma d’altra parte è anche una delle società “veterane” con ben 10 anni di quotazione. Nel 2025 ha messo a segno un incremento dei risultati di bilancio che ricorda quelli dei tempi della “new economy”, pur operando in un settore tradizionale come quello della gioielleria.
I ricavi sono infatti balzati del 27,4% a 93,6 milioni (di cui il 57,2% generati nei mercati extraeuropei, il 29,7% nella Ue e solo il 13,2% in Italia). L’ebitda è salito del 38,6% a 20,5 milioni, l’ebit del 44,2% a 17,5 milioni e l’utile netto del 36,6% a 11,4 milioni, in presenza di un incremento degli oneri finanziari netti da 613.000 euro a 1,4 milioni derivanti però principalmente da oneri su cambi netti per quasi 985.000 euro; la società non solo non è indebitata ma al 31/12/2025 disponeva di liquidità netta per 10 milioni, in forte aumento rispetto ai 3,3 milioni a fine 2024, pur dopo investimenti per 3,3 milioni (realizzazione di “shop in shop”, ampliamento dei reparti produttivi ed estensione dell’implementazione del nuovo sistema informatico), oltre al pagamento di un monte dividendi di circa 4,6 milioni.
S’intende: dato il settore in cui opera Fope, queste performance di crescita sono dovute anche al forte incremento dei prezzi dell’oro, tuttavia… non sempre è tutto oro quello che luccica: alla 45.ma edizione della manifestazione OroArezzo tenutasi a maggio 2026 è stato presentato uno studio Intesa Sanpaolo/Club degli Orafi Italia in cui è stato sottolineato che, a fronte di un balzo del prezzo dell’oro nel 2025 pari al 44%, il giro d’affari complessivo del settore orafo in Italia è sceso del 5% (e la produzione ben del 29%).
La ricerca periodica elaborata da Intesa Sanpaolo sul settore orafo italiano ha indicato per il primo trimestre 2026 2,4 miliardi di esportazioni complessive, con un calo del 17% a valore e dell’1% in quantità (anche se va ricordato che escludendo la Turchia la performance sarebbe stata positiva), con una riduzione del 23%, a 300 tonnellate, per la domanda mondiale di gioielli in oro ed un prezzo medio dell’oro nel trimestre di 4.163 euro per oncia (media 2025 pari a 3.028 euro per oncia).
Tutto ciò sottolinea che la performance dei risultati di Fope nel 2025 è stata davvero brillante, e prosegue anche nel 2026: i ricavi a fine giugno infatti sono aumentati ben del 32% a 56,8 milioni ed anche il backlog risulta in crescita e in linea con il budget. Fope ha recentemente presentato le linee guida strategiche e i target al 2029, che indicano a fine Piano ricavi compresi fra 145 e 150 milioni e un ebitda fra 33 e 35 milioni (ebitda margin fra il 22% e il 24%, a fronte del 21,9% dell’esercizio 2025). Questi obiettivi non includono eventuali ulteriori aumenti di listino determinati dalle quotazioni dell’oro.
In particolare, il piano strategico prevede il rafforzamento del gruppo sui mercati internazionali (che, come si è visto, generano la stragrande parte del giro d’affari: non per niente Fope è l’acronimo di Fabbrica Oreficeria Preziosi Esportazione), ma – ed è qui la novità – anche azioni mirate di marketing e comunicazione per incrementare la brand awareness ed il posizionamento nel segmento della gioielleria di alta gamma. Fope insomma intende, pur nelle sue dimensioni relativamente piccole, diventare un marchio distintivo per i suoi clienti. Può contare su un design particolare e brevettato, una produzione esclusivamente interna (non solo dei gioielli ma anche di macchinari e attrezzature) e, dal lato commerciale, una presenza diretta con negozi monomarca a Venezia, Londra, Tokyo, Kuala Lumpur, in Corea (con 5 shops) e all’Isola Bella sul Lago Maggiore che, già molto nota ai turisti italiani e non, può ora beneficiare di un’ulteriore attrattiva derivante dai piani di sviluppo di Kaleon (all’Euronext Growth Milan dall’1/12/2025) facente capo alla famiglia Borromeo, proprietaria anche delle omonime isole tra cui l’Isola Bella.
Prossimamente sarà anche aperta una nuova boutique monomarca di Fope in Via Sant’Andrea a Milano (zona San Babila). Vi sono poi i numerosi “shop in shop” in tutto il mondo: oltre 700, presidiati anche tramite le controllate Fope Usa Inc., Fope Jewellery Limited per il marcato inglese, Fope Deutschland GmbH, Fope Japan Gk e Fope Dmcc Branch a Dubai. Ma l’ambizione del gruppo è quella di affermarsi anche in Cina e nei principali Paesi del Sud-Est asiatico che costituiscono un enorme bacino di utenza potenziale. Attualmente, in base ai dati del report trimestrale di Intesa Sanpaolo sul settore orafo, il primo mercato di sbocco dell’export di gioielli è la Svizzera, seguita da Stati Uniti, Francia, Irlanda, Hong Kong e Paesi Bassi. In calo l’export del settore verso gli Emirati Arabi Uniti a seguito dello scoppio del conflitto Usa – Iran.
La strategia di internazionalizzazione è da sempre una peculiare caratteristica di Fope e, del resto, in base all’Osservatorio Consumatori Federpreziosi Confcommercio elaborato da Format Research e presentato a VicenzaOro January a gennaio 2026, su 100 potenziali clienti italiani solo il 38,5% prende in considerazione l’acquisto di un gioiello (anche per i prezzi elevati); di conseguenza i mercati esteri appaiono decisamente più forieri di potenziali crescite. Tuttavia anche in Italia, in base ai dati dell’Osservatorio, i gioielli vengono considerati più positivamente se contraddistinti da valori emotivi ed esperienziali, associabili a un valore affettivo e a ricordi. Qui Fope può giocare bene le proprie carte, trattandosi di un’azienda storica familiare fondata nel 1929 e radicata nel polo vicentino della gioielleria.
Si è detto che il 2026 è iniziato bene; nonostante i previsti investimenti in comunicazione ed internazionalizzazione e nella nuova boutique milanese, Fope prevede di continuare a incrementare ricavi e margini rispetto al 2025, e può contare su una solida posizione finanziaria e di liquidità, anche se a inizio maggio è stato distribuito un monte dividendi a valere sul 2025 pari a circa 6 milioni, corrispondente a un pay-out del 60% sull’utile netto della capogruppo, pari a poco meno di 10 milioni.
Il Monitor Altagamma – Bain sui mercati dei beni personali di lusso di giugno 2026 indica una performance compresa fra il 2% e il 4% a livello mondiale, trainata proprio dalla gioielleria e con un buon andamento negli Stati Uniti e una ripresa in Cina, mentre l’Europa rimane debole. Uno scenario più favorevole, con una crescita compresa tra il 4% e il 6%, richiederebbe un ulteriore allentamento delle tensioni geopolitiche, una rinnovata accelerazione del mercato statunitense e una ripresa più rapida della Cina, mentre lo scenario meno favorevole potrebbe invece concretizzarsi nel caso di una nuova escalation del conflitto in Medio Oriente, un rallentamento dei flussi turistici o un indebolimento della domanda nelle Americhe. Circa il 60% delle aziende del lusso sta già comunque registrando performance superiori a quelle del primo trimestre 2025, ed è ciò che è accaduto anche a Fope.
I target indicati dal gruppo vicentino per il 2029 sono ragionevoli e le strategie mirate. Purtroppo, anche se il management si è dichiarato soddisfatto dello sbarco all’Euronext Growth Milan (allora Aim Italia) ormai 10 anni fa, il mercato borsistico italiano non sembra attribuire particolari incrementi di visibilità nel caso di translisting all’Euronext Milan e di conseguenza al momento questa eventualità (peraltro piuttosto costosa) non rientra nella strategia di Fope, anche se sarebbe decisamente auspicabile un incremento del flottante che attualmente è solo del 7,38% (ricordiamo che nell’azionariato è presente, con una quota del 6,37%, anche Vitaliano Borromeo proprietario di Kaleon e dell’Isola Bella). La prima quotazione all’Euronext Milan da 18 mesi (avvenuta il 14 luglio 2026), quella di Gens Aurea operante sempre in un settore legato all’oro (compravendita di oro e preziosi, e in particolare compro oro, gioielleria, oro da investimento e buy back), ha per ora registrato quotazioni sostanzialmente in linea con il prezzo di offerta di 10 euro per azione.
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