
Il gruppo ha aumentato di molto le dimensioni dopo la business combination con Global Aerospace Technologies
Verso l’infinito… e oltre! L’iconica battuta di Buzz Lightyear della saga di “Toy Story” ben si adatta ai nuovi sviluppi di Officina Stellare dopo la business combination con Global Aerospace Technologies Group, perfezionata a inizio giugno 2026. Il balzo dimensionale del nuovo gruppo risulta evidente considerando i dati pro-forma relativi all’esercizio 2025: il valore della produzione ammonta a 98,8 milioni (+11,6% rispetto all’analogo dato del 2024), e l’ebitda, l’ebit e l’utile netto (tutti su base adjusted) rispettivamente a 17,8 (+50,8%), 8,1 (+72,3%) e 4,4 (+100%) milioni.
Dati questi che si confrontano con un 2025 “stand alone” di Officina Stellare pari a un valore della produzione di 26,6 milioni e un ebitda, ebit e utile netto (reported) rispettivamente pari a 8,1, 3 e 1,8 milioni. Non solo. Al 31/12/2025 il nuovo gruppo evidenziava liquidità netta per 30 milioni (a fronte di un indebitamento finanziario netto di 8,9 milioni per Officina Stellare “stand alone”) e un backlog di 163,1 milioni (che al 31/5/2026 ha raggiunto 191,9 milioni, trainati dalle attività “core” nei settori dello Spazio, Aviazione e Difesa).
Il nuovo gruppo dispone di 7 impianti in Italia, con 540 dipendenti ed una superficie complessiva di 7.700 mq, oltre a due sedi commerciali negli Usa (ad Arlington, in Virginia) e in Australia (a Perth). Per ora, non sono state fornite guidance numeriche sull’esercizio in corso; comunque, anche prima del completamento della business combination (che però era stata già annunciata), Officina Stellare aveva indicato per il futuro un’accelerazione strutturale di ricavi e margini, che potrà ora beneficiare dell’integrazione con Gatg e delle conseguenti sinergie di costo (ottimizzazione ingegneristica, integrazione dei laboratori di test, delle camere bianche e delle linee di qualifica ambientale e unificazione della strategia commerciale).
Le attività della “nuova” Officina Stellare si focalizzeranno sui settori dello spazio e comunicazione ottica (“ex” Officina Stellare e Blu Electronic Srl, ex Gatg), dell’aviazione ed equipaggiamento avionico (tramite Logic, ex Gatg), del comparto navale e sistemi di navigazione (tramite Sitep Italia Srl, che era stata acquisita da Gatg a fine 2025) e della cybersecurity, crittografia e difesa elettronica (tramite ThinkQuantum Srl, controllata dalla “ex” Officina Stellare, e Gelco, che faceva capo a Gatg).
Nel frattempo, a fine 2025, ThinkQuantum Srl aveva ottenuto una commessa da 5,3 milioni (di cui 500.000 euro di competenza della capogruppo) da parte di Thales Alenia Space per la realizzazione di sistemi di trasmissione e ricezione per le comunicazioni quantistiche satellitari nell’ambito del progetto Secure And criptoGrAphic Mission dell’Agenzia Spaziale Europea. Di questi 5,3 milioni il 55% sarà erogato entro il 2026 e il 45% entro il 2027 (rispettivamente 2,9 e 2,4 milioni). Officina Stellare ha inoltre sottoscritto un contratto triennale con il colosso Leonardo, dell’ammontare di 9,2 milioni, per la fornitura di sistemi ottici ad alta risoluzione destinati ai telescopi ad alta risoluzione per applicazioni di osservazione della Terra dall’orbita bassa nonché alla costellazione satellitare proprietaria di Leonardo.
E a marzo 2026 Officina Stellare si è aggiudicata un contratto con l’Istituto di Scienze Fotoniche di Castelldefels (nei pressi di Barcellona), della durata di 12 mesi e del controvalore di 1,84 milioni, per la realizzazione di una stazione ottica di terra (Optical Ground Station) trasportabile destinata ad applicazioni di Laser Communication e Quantum Key Distribution (tecnologia che sicure le comunicazioni sfruttando i principi della meccanica quantistica per proteggere la distribuzione delle chiavi di crittografia utilizzate per la comunicazione sicura dei dati).
Non finisce qui: il nuovo gruppo intende ancora crescere anche per linee esterne avviando una campagna mirata di acquisizioni (ma anche alleanze industriali) allo scopo di integrare tecnologie complementari a monte o a valle della filiera dell’aerospazio e della sicurezza spaziale, nonché ampliare l’offerta nei segmenti della Space Domain Awareness (cioè la capacità di conoscere e monitorare ciò che avviene nello spazio allo scopo di proteggere satelliti, evitare collisioni, individuare comportamenti anomali e valutare possibili minacce, nonchè preservare l’operatività degli asset in orbita) e della logistica orbitale avanzata. Poiché la “nuova” Officina Stellare dispone di rilevante liquidità, un’ulteriore espansione tramite acquisizioni è sicuramente possibile, come del resto già evidenziato da Gatg prima della business combination.
In vista dell’espansione per linee esterne è stato nominato anche un apposito comitato M&A con il compito di supportare il Consiglio di Amministrazione nella valutazione di opportunità interessanti; ne fanno parte il presidente Alessandro Franzoni, i consiglieri Giovanni Dal Lago, Pasquale Terracciano (che ha alle spalle un’importante carriera diplomatica), Martino Gobbi e Carlotta Pedrelli e gli esperti esterni Enzo Vecciarelli (già capo di Stato Maggiore della Difesa) ed Enrico Credendino (già capo di Stato Maggiore della Marina Militare).
Dopo l’integrazione con Gatg il principale azionista di Officina Stellare è Global Aerospace Technologies Investments Sàrl, che detiene il 59,38% del capitale sociale e fa capo al gruppo di private equity Investindustrial. In un certo senso questa operazione si colloca all’opposto di quanto recentemente annunciato da Fincantieri con l’acquisizione di NextGeosolutions Europe (e altre tre società non quotate), con successiva Opa a 16,25 euro per azione e delisting. Investindustrial infatti non solo ritiene positivo il mantenimento della quotazione di Officina Stellare, ma auspica il translisting all’Euronext Milan (che NextGeo aveva già predisposto entro il 2026). Tanto che il 12 giugno si è tenuta presso Palazzo Mezzanotte una cerimonia di “suono della campanella” per Officina Stellare, evento normalmente riservato alle nuove quotazioni (azionarie e obbligazionarie).
Per il momento il flottante è troppo basso (17% del capitale sociale), ma tale circostanza non costituisce un grande problema dato che anche NextGeo aveva elevato in tempi relativamente brevi il flottante dal 12,1% al 27,7% del capitale sociale proprio in vista del previsto sbarco all’Euronext Milan.
Che lo spazio sia strategico a livello mondiale è persino ovvio, e lo sarà ancor di più con l’attuazione del futuro European Space Act (dal 2030) e del programma di resilienza spaziale European Space Shield (dal 2027). Intanto Officina Stellare, con la business combination, è passata da una dimensione “quasi regionale” (è partner della Rete Innovativa Regionale Aerospace Innovation and Research del Veneto) a una sovranazionale.
Tale importanza strategica è stata sottolineata dal recente accordo biennale siglato fra Intesa Sanpaolo, la Bei e l’Agenzia Spaziale Europea per sostenere le Pmi della filiera italiana dell’aerospazio: Bei ha messo a disposizione 150 milioni che, in condivisione del rischio di credito con Intesa Sanpaolo, permetteranno di erogare finanziamenti a medio-lungo termine per complessivi 300 milioni.
Inoltre Intesa Sanpaolo offrirà servizi di advisory dedicata ai processi di innovazione e internazionalizzazione, crescita dimensionale, operazioni di equity, soluzioni di finanziamento “ad hoc”, gestione innovativa della value chain e costruzione di un ecosistema industriale connesso. Officina Stellare è già cliente di Intesa Sanpaolo; al momento non ha bisogno di nuovi mezzi finanziari, ma potrebbe usufruirne qualora venissero individuate opportunità di M&A di rilevanti dimensioni.