«Infineon Technologies è ben posizionata»

«Beneficerà della crescente domanda di semiconduttori. Segnalo anche Acm Research, Corning, Snoflake e Spotify»

Richard Clode, gestore di portafoglio del team Global Technology Leaders di Janus Henderson offre una panoramica molto ampia e dettagliata del settore tecnologico e della crescente incidenza dell’intelligenza artificiale.

L’obiettivo degli hyperscaler resta convincere il mercato che il forte incremento della spesa in conto capitale (capex) e il deterioramento del flusso di cassa libero siano giustificati. La sfida è lo sfasamento temporale tra gli investimenti e i ricavi futuri. Il capex continuerà a crescere: Google ha parlato di investimenti significativamente più elevati e sostenibili, mentre i piani di Meta sull’AI cloud sembrano preparare il terreno a un’ulteriore accelerazione. Il focus del management sarà sulla monetizzazione dell’intelligenza artificiale, sull’accelerazione del business e sull’efficienza operativa. Questi elementi dovrebbero migliorare nel corso dell’anno, anche se non è certo che bastino a rassicurare il mercato. In qualità di gestori attivi, puntiamo a gestire tale dispersione di performance tra questi grandi titoli dell’indice.

Il settore tecnologico è molto ampio e diversificato, quindi parlare di valutazioni in termini aggregati può risultare fuorviante. In media, il comparto tratta con uno dei premi più bassi rispetto al mercato dell’ultimo decennio, a causa della compressione dei multipli del software, della revisione delle megacap e delle valutazioni contenute di alcuni comparti dei semiconduttori. Pur ritenendo le valutazioni complessive adeguate, vi sono alcune aree — nei semiconduttori, in ambiti tematici come lo spazio/quantum computing, e in singoli grandi nomi come Tesla e SpaceX — dove facciamo fatica a giustificare le valutazioni attuali. I mercati pubblici sono più disciplinati sul fronte delle valutazioni, il che probabilmente spiega perché l’Ipo di OpenAI sia stata rinviata al prossimo anno. Tuttavia, il ritorno degli investitori retail orientati al momentum ha ridotto la disciplina di valutazione in alcune nicchie del settore. In quanto gestori attivi, possiamo proteggere i nostri clienti da queste aree.

Cerchiamo di non farci guidare dal sentiment di mercato, concentrandoci sui fondamentali. Monitoriamo l’evoluzione della tecnologia AI, verificando se stia raggiungendo limiti in termini di scalabilità, capacità, valore aggiunto e costi. Analizziamo inoltre la capacità di monetizzare gli investimenti: senza un adeguato ritorno economico, la spesa necessaria a sostenere l’adozione dell’AI diventerebbe insostenibile. Infine, valutiamo aspettative e valutazioni di mercato. Un deterioramento significativo di uno di questi fattori potrebbe segnalare un cambiamento strutturale del ciclo.

Al di là dell’AI guardiamo con interesse alle tecnologie industriali. Il settore sta uscendo da un lungo ciclo ribassista, rallentato anche dal “Liberation Day” dello scorso anno, ma la deglobalizzazione delle catene di fornitura, la crescente automazione favorita dall’AI e la ripresa ciclica stanno creando un contesto favorevole per l’automazione industriale e per i semiconduttori esposti a questo comparto.

Non consideriamo la geografia il principale criterio di investimento, perché tecnologia, AI ed economia hanno ormai una dimensione globale. Un buon esempio è la Corea, che ha un mercato azionario molto solido grazie al fatto che i suoi due principali componenti sono aziende produttrici di memorie che vendono chip a livello globale non solo in Corea. Se Micron/Sandisk rappresentassero una quota proporzionale dell’S&P 500, i rendimenti del mercato statunitense subirebbero un’accelerazione vertiginosa. L’unica eccezione è la Cina, in cui le restrizioni statunitensi sui chip e le tensioni geopolitiche stanno favorendo la nascita di un ecosistema tecnologico sempre più autonomo, creando opportunità locali nei semiconduttori e nell’intelligenza artificiale.

In relazione ai trend sopra citati, segnaliamo Infineon Technologies, ben posizionata per beneficiare della crescente domanda di semiconduttori grazie anche al nuovo impianto produttivo di Dresda e all’esposizione verso AI e automazione industriale. Per quanto riguarda la localizzazione in Cina, apprezziamo Acm Research, leader mondiale nelle tecnologie per la pulizia dei semiconduttori, che sta conquistando quote di mercato in Cina, pur mantenendo un potenziale di crescita globale. Corning, che detiene una quota dominante nella fornitura di fibra, beneficia invece della crescente domanda di fibra ottica, favorita dalla transizione delle reti AI verso soluzioni ottiche e dalla forte espansione delle infrastrutture per i data center. Nel settore del software, riteniamo che vi siano ancora opportunità selettive, in particolare Snowflake, protagonista nello sviluppo di moderne architetture cloud che consentono ai clienti di sfruttare l’AI agentica. Per quanto riguarda Internet, riteniamo che Spotify sia ben protetta dalle possibili disruption dell’intelligenza artificiale grazie agli accordi con le principali etichette discografiche, che le permettono di offrire legalmente contenuti generati dall’AI e rafforzare il proprio vantaggio competitivo.

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