
Regione Sardegna smentisce permessi a resort e ville a Cala Finanza e a Porto San Paolo
«Questo polverone è soprattutto frutto di un la narrazione distorta dei fatti, perché non è mai stato autorizzato alcun resort, né a Cala Finanza né altrove a Porto San Paolo. Un’idea, quella del resort e delle ville, che probabilmente resta nelle intenzioni degli investitori». A parlare è Giuseppe Meloni, vice presidente della Regione Sardegna e assessore alla Programmazione. L’esponente dell’esecutivo regionale, che in passato è stato anche sindaco di Loiri Porto San Paolo a proposito del progetto presentato dalla società Italo brasiliana Tavolara Bay Srl.
«In concreto c’è stata la richiesta presso la struttura Zes a Roma di cambio di destinazione d’uso di una storica villa in ristorante e poi un glamping adiacente». Ossia le tende esperienziali. «Che siccome hanno luce e acqua fanno volume e quindi non possono essere installate nella fascia dei 300 metri dal mare».
L’iniziativa è stata poi bloccata dal Dipartimento per il Sud della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che ha disposto la revoca dell’Autorizzazione unica di febbraio, con la quale c’era stato il via libera al progetto. In particolare c’è lo stop al progetto per i bungalow a cinque stelle nei pressi di Villa Joy, storica residenza costruita alla fine degli anni sessanta, affacciata sull’isola di Tavolara e acquistata di recente per dieci milioni di euro dalla società che fa capo alla holding immobiliare Jhsf.
Una frenata giunta due giorni dopo la seduta del consiglio comunale di Loiri Porto San Paolo, che ha revocato in autotutela la delibera del novembre 2025 con cui era stata riclassificata l’area di Cala Finanza da Zona H a Zona F2, senza nuovi volumi e con l’imposizione di destinare oltre il 50% di superfici a parco pubblico comunale. Negli ultimi giorni anche anche una serie di iniziative promosse da ambientalisti e attivisti.
«Il Comune non ha fatto altro che revocare una delibera di indirizzo politico che è stata travisata dalla struttura di missione, – sottolinea il vice presidente della Regione – in quanto utilizzata anche per inserire le 7 casette mobili di lusso». Poi un ulteriore passaggio su una vicenda che ha avuto anche un risvolto politico con attacchi e commenti. «Non è mai stata una battaglia contro qualcuno – aggiunge Meloni -. È stata una battaglia per il rispetto delle regole, dell’autonomia speciale della Sardegna e delle prerogative che la Costituzione e il nostro Statuto ci riconoscono». Quanto alla revoca dell’autorizzazione «dimostra che c’erano fondati motivi per contestare quel provvedimento».
In questo scenario rientra poi anche un aspetto in cui la tutela del paesaggio si sposa con la condizione della Regione a Statuto speciale. «Lo Statuto speciale non è una dichiarazione di principio, ma uno strumento vivo attraverso cui la Sardegna esercita le proprie competenze, con le leggi dedicate a tutela del paesaggio e del territorio, quale è il piano paesaggistico regionale, le cui disposizioni non sono derogabili da una legge nazionale dí semplificazione amministrativa quale è quella della ZES».
C’è comunque la prospettiva con ulteriori investimenti e progetti, anche per nuove costruzioni ma da un’altra parte dell’isola. «Se il gruppo vuole andare avanti con il suo sogno, a oggi non è stato presentato alcun progetto in merito – conclude Meloni -, potrà farlo nella zona adiacente l’abitato di Porto San Paolo, in cui è consentito dal PUC approvato nel 2021».