Serve una mobilitazione per sostenere le imprese, tra burocrazia e innovazione

Il centro Civis della Liuc evidenzia come la complessità normativa e le sfide ambientali richiedano un’azione condivisa per permettere agli imprenditori di operare efficacemente.

Subito una “mobilitazione generale“ affinché si creino i presupposti per far sì che gli imprenditori possano fare il loro mestiere giacché a causa di burocrazia e lungaggini è forte «la tentazione di gettare la spugna». A sottolinearlo è uno studio del Centro Civis Cultura, innovazione e valori imprenditoriali per lo sviluppo dell’università Liuc Cattaneo.

L’indagine ha riguardato imprese di piccole e medie dimensioni, operanti in settori rappresentativi del tessuto industriale del territorio con interviste e visite aziendali su un campione costituito da 15 imprese manifatturiere con almeno 30 anni di storia; un fatturato 2024 dai 5 ai 232 milioni di euro e un organico da 25 a 1.500 addetti. Tra le imprese studiate anche quelle a conduzione familiare.

Due i focus della ricerca: «come sta evolvendo il ruolo dell’imprenditore?» e inoltre «Quali sono le scelte e le azioni che le imprese a governance imprenditoriale stanno portando avanti per rispondere alle sfide ambientali?».

Lo studio ha i riguardato i valori aziendali, le azioni sull’economia circolare e sulla digitalizzazione, le politiche di welfare.

L’analisi dei risultati evidenzia la statura e la forza dei valori aziendali: «L’azienda è un bene privato di interesse pubblico – sottolinea lo studio -. Di conseguenza, quello che realmente conta è il bene dell’impresa».

Di rilevo la strategia e anche gli slogan utili o no alla causa. Importanti i processi di innovazione «gestiti con sano pragmatismo, nonostante il peso devastante della burocrazia». «Si lavora anche su contenuti come l’economia circolare e la digitalizzazione, non facilmente aggredibili per le aziende più piccole – prosegue lo studio-. Le politiche di welfare partono da lontano nel tempo e si vanno arricchendo di nuove progettualità, disegnate sulle esigenze della singola azienda».

Ci sono poi i territori che continuano a contare anche perché «mettono a disposizione risorse e competenze e generano relazioni e sinergie». Non mancano comunque le criticità. «L’ecosistema presenta tante criticità – prosegue ancora lo studio -, i vincoli all’azione imprenditoriale sono vieppiù ingombranti, gli spazi di miglioramento sono enormi e coinvolgono una pluralità di attori».

Per Federico Visconti, direttore di Civis, che ricorda come «gli imprenditori non si sono mai tirati indietro, né lo stanno facendo di questi tempi» serve «una mobilitazione generale che crei i presupposti affinché gli imprenditori possano fare il loro mestiere. E farlo bene». Anche perché, aggiunge «l’impresa e l’agire imprenditoriale devono essere legittimati, protetti, curati con la massima attenzione. Modelli socio-economici alternativi? Personalmente non ne ho mai visti e non ne vedo. Spero di sbagliarmi». Lo studio è confluito nel libro “Gli imprenditori e il bene dell’impresa – Un legame indissolubile”, pubblicato da Luca Antonelli, Mario Fontanella Pisa e Federico Visconti.

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