Turismo, tendenza “skilliday”: viaggiare per imparare nuove competenze

La ricerca Mastercard: il 50% disposto a spendere di più per un viaggio che offra possibilità di apprendimento

C’è una nuova tendenza che le piccole e medie imprese del settore turistico dovrebbero guardare con interesse perché offre opportunità di guadagno: “skilliday”, ovvero a una vacanza che unisce riposo al tempo libero dedicato ad acquisire nuove competenze, scoprire passioni o fare esperienze formative. Secondo una nuova ricerca europea di Mastercard, condotta su oltre 27mila viaggiatori in 28 Paesi europei, più della metà degli italiani (53%), in linea con la media Europea, punta ad acquisire una nuova competenza durante i viaggi. E il 50% (contro il 42% dell’Unione europea) è disposto a spendere di più per un viaggio che offra questa possibilità con una preferenza per operatori locali in grado di proporre esperienze autentiche.

Il 40% degli italiani, secondo il sondaggio condotto da Mastercard insieme al partner di ricerca 3Gem, ha già prenotato una vacanza orientata all’apprendimento: imparare una lingua, padroneggiare uno sport (o acquisire tecniche di sopravvivenza). I più giovani guidano il trend: il 57% dei ragazzi tra i 18 e i 24 e il 52% dei 25-34enni hanno già pianificato un viaggio dedicato allo sviluppo di nuove competenze nel corso dell’anno.

Tra gli italiani emerge la preferenza per le competenze legate al patrimonio culturale e al “saper fare”: in cima alla lista si colloca l’artigianato tradizionale (31%), dalla ceramica alla tessitura fino alla falegnameria. Subito dopo arrivano le attività legate all’ecosistema enogastronomico (29%), come corsi di cucina e workshop con chef locali, insieme all’interesse per l’apprendimento delle lingue straniere (28%), considerate fondamentali per entrare davvero in contatto con le culture dei paesi da esplorare.

«La spesa per le esperienze – commenta Natalia Lechmanova, chief economist Europe per il Mastercard Economics Institute – si dimostra più resiliente rispetto a quella per i beni, e i viaggi orientati all’apprendimento si collocano nella fascia più alta di questo segmento. Inoltre, il turismo esperienziale tende ad attrarre i viaggiatori al di fuori delle mete più affollate, favorendo borghi, aree rurali e periodi meno gettonati, contribuendo così a una distribuzione più equilibrata dei benefici del turismo.

Articoli correlati