Un’alleanza tra Italia e Francia sull’industria

Dopo il 36° Vertice franco-italiano di Antibes, si svolgerà il 15 luglio al ministero delle Imprese e del Made in Italy il “tavolo della moda”

Il 36° Vertice franco-italiano di Antibes è stato un evento significativo per la cooperazione tra Italia e Francia, che ha avuto subito riscontro nell’azione comune dei nostri governi nel processo di riforme in Europa.

In questo contesto si svolgerà mercoledì prossimo al ministero delle Imprese e del Made in Italy il “tavolo della moda”, in cui insieme presenteremo il percorso per realizzare un Patto Italia-Francia sulla moda, come è evidenziato anche dal protocollo di intesa sottoscritto dalla Camera nazionale della moda e dalla “Fédération de la Haute Couture et de la Mode” francese, proprio in occasione del vertice di Antibes. Patto che possa poi diventare un modello anche in altri comparti in cui già si riscontra un ecosistema industriale comune.

Con le associazioni di impresa che rappresentano il sistema moda intendiamo lavorare affinché sia consolidata la filiera industriale, anche sul piano della sostenibilità sociale e della legalità, oltre a collaborare su specifiche aree che caratterizzano le realtà del settore, quali le settimane della moda, i brand di gamma alta e lusso, la promozione dei giovani designer, lo sviluppo sostenibile, la produzione locale, la formazione, la lotta alla contraffazione, la protezione della proprietà intellettuale. A tal fine, abbiamo anche contrastato il fenomeno del cosiddetto “ultra fast fashion” favorendo l’entrata in vigore nell’Unione europea dal 1° luglio scorso di un dazio doganale fisso di 3 euro sui pacchi di valore inferiore a 150 euro provenienti da Paesi extra-Ue. In Francia, l’8 luglio è stata promulgata una legge volta a ridurre l’impatto ambientale dell’industria tessile, elaborata congiuntamente alla Commissione europea. Misura cui si aggiungerà, dal 1° novembre prossimo, una tassa europea di 2 euro che sostituirà le misure nazionali simili eventualmente ancora in vigore.

In tal senso, il Patto di filiera che intendiamo costruire nel settore della moda, in cui si esprime l’eccellenza e la qualità del nostro sistema industriale con una creatività universalmente riconosciuta, serve a rafforzare la manifattura europea, valorizzare il lavoro, sostenere gli investimenti e garantire rapporti più equilibrati lungo tutta la catena del valore.

Cominciamo dalla moda perché essa non è solo un settore economico ma l’espressione dell’identità produttiva nazionale italiana e francese, evidenziata da grandi brand riconosciuti nel mondo che si reggono su una straordinaria filiera produttiva composta anche di imprese di piccola e media dimensione, che va tutelata e valorizzata.

La comunanza di intenti si realizza altresì anche su altri importanti dossier industriali, con l’obiettivo di coniugare la competitività con la sostenibilità ambientale e la tutela dell’occupazione. A tal fine riteniamo importante far crescere campioni europei capaci di agire su scala globale e di avviare ulteriori partnership industriali e tecnologiche, nella convinzione che, solo con un solido e condiviso ecosistema produttivo e di ricerca, i due Paesi e l’Europa più in generale possono meglio tutelare e rilanciare il nostro modello di sviluppo. anche a fronte delle nuove tecnologie su cui l’Europa deve sviluppare la propria autonomia strategica. L’Europa deve in particolare dotarsi degli strumenti necessari per rafforzare la propria autonomia strategica nelle tecnologie che ne plasmeranno il futuro.

Italia e Francia, Paesi fondatori del progetto europeo, hanno la responsabilità di promuovere congiuntamente questa ambizione, devono lavorare insieme per stimolare ed indirizzare l’Unione europea nei comparti industriali “maturi”, come l’automotive e le industrie ad alta intensità energetica, ma anche nei nuovi settori che si fondano sull’utilizzo di materie prime critiche, dei semiconduttori, del nucleare di nuova generazione e delle tecnologie green senza trascurare settori come lo Spazio e l’Intelligenza artificiale applicata ai processi produttivi.

Un impegno sancito dai nostri due Leader con la Dichiarazione congiunta di Antibes.

Consapevoli delle sfide che attualmente interessano questi settori, abbiamo chiesto di velocizzare i tempi negoziali dell’Atto per l’Accelerazione Industriale, per stimolare la domanda di acciaio, cemento, alluminio nel nostro Continente pur nel rispetto dei vincoli della “green transition” e per favorire una progressiva e cruciale autonomia strategica. Tutto ciò valorizzando il contenuto europeo nel rispetto dei limiti posti dalla transizione verde e tecnologica.

Al tempo stesso, dobbiamo garantire la nostra sicurezza economica, sia a livello nazionale che a livello Ue, attraverso un’efficace protezione dei nostri asset critici, delle imprese e delle infrastrutture, riducendo i possibili rischi derivanti da un’eccessiva dipendenza da soggetti o prodotti esterni all’Ue.

Italia e Francia agiranno sempre più in sintonia per un’Europa più competitiva, più sovrana, più sicura.

Adolfo Urso è ministro delle Imprese e del Made in Italy; Sébastien Martin è ministro Delegato per l’Industria francese

Articoli correlati