Addio a Paolo Fresco, diede alla Fiat prospettive mondiali

Il manager italiano di fama internazionale ed ex presidente della Fiat è scomparso all’età di 93 anni

È scomparso all’età di 93 anni Paolo Fresco, manager italiano di fama internazionale ed ex presidente della Fiat.
Nel 1998 fu chiamato da Gianni Agnelli a ricoprire la carica di presidente della Fiat. Dopo una lunga carriera in General Electric, a Torino era conosciuto come “l’americano” per la sua esperienza maturata negli Stati Uniti.

Nato a Milano nel 1933 e cresciuto a Genova, dopo la laurea in Giurisprudenza iniziò la sua carriera come avvocato, ma ben presto entrò nel mondo dell’industria. All’età di 28 anni fu assunto alla Cge (Compagnia Generale di Elettricità). In seguito passò alla società madre statunitense, General Electric, dove costruì una brillante carriera, ricoprendo incarichi di crescente responsabilità fino a diventare vicepresidente.

Grazie alle sue capacità manageriali divenne uno dei più stretti collaboratori di Jack Welch, storico presidente e amministratore delegato di General Electric dagli anni Ottanta ai primi anni Duemila. Dal giugno 1998 al febbraio 2003 ricoprì la carica di presidente della Fiat, con il compito di guidare il gruppo in un periodo particolarmente difficile, segnato da una forte concorrenza internazionale e da profondi cambiamenti nel settore automobilistico. Durante il suo mandato cercò di rendere l’azienda più competitiva attraverso una riorganizzazione aziendale e l’adozione di nuove strategie industriali.

Tra gli eventi più importanti della sua presidenza vi fu l’accordo con General Motors, nato con l’obiettivo di rafforzare la collaborazione tra le due aziende. Nonostante gli sforzi, la situazione economica della Fiat rimase complessa e nel 2003 Fresco lasciò la presidenza.

Paolo Fresco è ricordato come un manager di grande esperienza internazionale, capace di coniugare la cultura imprenditoriale italiana con quella americana. Nel corso della sua carriera fece parte dei consigli di amministrazione di numerose aziende e istituzioni, contribuendo allo sviluppo di importanti progetti industriali.

«Ci ha lasciato un grande italiano, un uomo intelligente e sensibile e, per me, soprattutto un amico, oltre che un mentore generoso, per il sostegno che mi diede agli inizi della mia carriera», ricorda il presidente di Stellantis, John Elkann. «Sempre leale alla mia famiglia e apprezzato da chi ha avuto la fortuna di lavorare con lui – sottolinea Elkann – nei suoi cinque anni da presidente seppe dare alla Fiat una prospettiva mondiale, ponendo le basi per il rilancio degli anni Duemila. Oggi che ha raggiunto l’amata moglie Marlene, lo ricordo con affetto, stima e profonda gratitudine».

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