
Prezzo del petrolio in forte rialzo in seguito agli attacchi reciproci delle ultime ore tra Stati Uniti ed Iran per il controllo dello Stretto di Hormuz. Il Brent è salito di oltre il 4%, a 79,17 dollari al barile, cifra più alta toccata dal 22 giugno scorso.
L’esercito della Giordania ha annunciato stamattina di aver abbattuto quattro missili iraniani sul territorio nazionale, che secondo Teheran sarebbero stati lanciati in rappresaglia per gli attacchi aerei statunitensi. “All’alba i sistemi di difesa aerea hanno intercettato e abbattuto quattro missili che erano entrati nello spazio aereo giordano provenendo dal territorio iraniano”, ha dichiarato una fonte ufficiale dello Stato maggiore della Giordania aggiungendo che non si sono registrati feriti né danni materiali. Le forze armate del Kuwait hanno dichiarato di aver risposto oggi a “bersagli aerei ostili”, mentre l’Iran conduceva attacchi contro interessi statunitensi nel Golfo. (
Teheran risponde lanciando attacchi contro basi Usa nei Paesi Golfo
Roma, 13 lug. (askanews) – Gli Stati Uniti hanno condotto nelle prime ore di oggi una nuova ondata di attacchi contro obiettivi iraniani, la seconda in poche ore, mentre il fragile cessate il fuoco tra Washington e Teheran continua a sgretolarsi.
Il Comando centrale americano ha affermato che i raid miravano a ridurre la capacità dell’Iran di colpire le navi commerciali nello Stretto di Hormuz. Secondo il portavoce del Centcom, capitano Tim Hawkins, le forze iraniane avrebbero aperto il fuoco contro il traffico mercantile proprio mentre iniziavano gli attacchi statunitensi.
“Gli Stati Uniti stanno chiamando l’Iran a rispondere delle proprie azioni”, ha dichiarato Hawkins, aggiungendo che le forze americane hanno abbattuto un missile e un drone d’attacco diretti contro navi commerciali.
I Guardiani della rivoluzione iraniani hanno rivendicato attacchi contro basi militari statunitensi in Kuwait e Bahrein, affermando di avere distrutto sistemi di difesa aerea, radar, infrastrutture per elicotteri, hangar e un centro di comando per droni. In Kuwait, le Forze aerospaziali dei Pasdaran hanno sostenuto di avere colpito le basi aeree di Ali al-Salem e Ahmad al-Jaber, distruggendo serbatoi di carburante e un sistema di difesa antiaerea Patriot nella prima struttura e un radar americano Fps nella seconda.
n Bahrein, durante quella che i Guardiani della rivoluzione hanno definito la seconda fase dell’operazione di “risposta proporzionata all’aggressione” degli Stati Uniti, sarebbero state colpite la base americana di Sheikh Isa, strutture per la riparazione degli elicotteri, hangar per aerei da guerra elettronica P-8 e un centro di comando dei velivoli senza pilota. Secondo il comunicato dei Pasdaran, il centro di comando dei droni dell’esercito statunitense sarebbe stato distrutto.
-
Articolo precedente
Addio a Paolo Fresco, diede alla Fiat prospettive mondiali
-
Articolo successivo
Dalle «Metamorfosi» alla grande bellezza