Bmw: calano fatturato, utile e consegne

Il primo semestre 2026 si chiude con ricavi in calo dell’8%, utile netto ridotto del 28,5% e consegne diminuite del 4,2%.

Se Atene piange, Sparta non ride. Dopo i conti complessi del gruppo Volkswagen, anche il Gruppo Bmw mostra una situazione difficile. La semestrale evidenzia un utile ridotto del 28,5%, fatturato in calo dell’8% e una flessione globale delle consegne a causa delle scarse vendite in Cina. Europa, Stati Uniti, Mini elettrica e famiglia di prodotti Neue Klasse mostrano però segnali opposti, con la strategia multienergia, sottolineata dal recente debutto della nuova X5, che resta lo strumento principale per adattare l’offerta ai diversi mercati.

Fatturato Gruppo Bmw 2026

I conti del primo semestre confermano una fase complessa. Tra gennaio e giugno i ricavi sono scesi a 62,27 miliardi di euro, l’8% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025. L’utile netto è diminuito del 28,5% a 2,87 miliardi, mentre l’utile ante imposte, indicato con la sigla Ebt, è calato del 29,4% a 4,05 miliardi. Il margine Ebt, che misura il rapporto tra utile prima delle imposte e fatturato, è passato dall’8,5 al 6,5%. Il peggioramento si è accentuato nel secondo trimestre. I ricavi sono diminuiti del 7,9% a 31,26 miliardi e l’utile netto si è fermato a 1,2 miliardi, con una flessione del 34,9%. L’Ebt è sceso del 35,1% a 1,70 miliardi. L’Ebit della divisione auto, cioè il risultato operativo prima di interessi e imposte, è calato del 60,7% a 629 milioni. Il margine Ebit è sceso dal 5,4 al 2,3%. Sul risultato hanno pesato il rallentamento cinese, la pressione sui prezzi, gli effetti valutari, le materie prime, gli ammortamenti e i costi legati ai dazi. Il free cash flow della divisione Automotive, vale a dire la liquidità generata dopo gli investimenti necessari all’attività, è diminuito del 45% nel semestre a 1,29 miliardi e del 73,4% nel secondo trimestre a 513 milioni.

Consegne Gruppo Bmw 2026

Nei primi sei mesi il Gruppo Bmw ha consegnato 1.156.727 vetture dei marchi Bmw, Mini e Rolls-Royce, contro 1.207.594 unità del 2025. La flessione è stata del 4,2%, salita al 4,9% nel secondo trimestre con 590.947 consegne. In Europa le vendite sono aumentate del 5,4% nel semestre e del 7,6% tra aprile e giugno. Negli Stati Uniti la crescita è stata del 3,9% nei sei mesi e dell’11,9% nel secondo trimestre. La Cina ha inciso in modo determinante sul risultato complessivo. Le consegne sono scese del 20,4% nel semestre a 261.773 unità. Nel secondo trimestre il calo ha raggiunto il 30,2%, con 117.815 vetture. La perdita di volumi nel principale mercato asiatico ha annullato la crescita registrata in Europa e negli Stati Uniti.

Consegne Mini 2026

Mini ha consegnato 149.535 vetture nel primo semestre, l’11,7% in più, mentre nel secondo trimestre la crescita è stata del 17,1% a 81.032 unità. I modelli completamente elettrici hanno rappresentato il 36,9% delle vendite semestrali del marchio, contro il 34,3% dello stesso periodo del 2025. Tra aprile e giugno il gruppo ha consegnato 116.807 vetture completamente elettriche, il 5,2% in più.

Aumentano le vendite di auto elettriche

Nel semestre i volumi a batteria sono però diminuiti del 7,4% a 204.295 unità. Nel secondo trimestre le Bev, cioè i veicoli elettrici a batteria, hanno rappresentato il 19,8% delle consegne globali. In Europa le vendite elettriche sono salite del 37,9% a 81.500 vetture e la quota ha raggiunto il 31,3%, rispetto al 24,4% di un anno prima.

Riduzione costi

Il gruppo ha avviato un programma di riduzione dei costi e una revisione dell’organizzazione. Le spese per ricerca e sviluppo sono diminuite del 7,6%, gli investimenti del 30,5% e i costi di vendita e amministrazione del 6,1%. La prospettiva 2026 resta prudente, con consegne auto previste in lieve calo, margine Ebit compreso tra l’1 e il 3% e utile ante imposte in significativa diminuzione. La criticità dei conti resta evidente, ma Bmw non è legata a una sola tecnologia. La gamma comprende motori benzina e diesel elettrificati, ibride plug-in, modelli elettrici e, in prospettiva, soluzioni a idrogeno. La strategia multienergia, insieme al contenimento dei costi, potrebbe offrire al gruppo gli strumenti necessari per affrontare una fase di mercato più complessa rispetto al passato.

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