
Previste consegne per 43.625 velivoli al 2045. Al momento mancano 2mila aerei per i problemi della supply chain . Traffico passeggeri +2,3% nel 2026
Nessuna revisione delle previsioni sulle proiezioni di nuovi aerei per i prossimi 20 anni che continueranno ad essere sostenute dalla forte domanda, secondo il «Commecial Market Outlook 2026» del costruttore aeronautico statunitense, Boeing pubblicate a pochi giorni dall’avvio dell’Air show di Farnborough dal 21 fino al 24 luglio.
Per i prossimi 20 anni, Boeing prevede consegne di 43.625 nuovi aerei di linea e cargo in tutto il mondo di cui 33.545 velivoli a corridoio singolo, 7.715 aerei a fusoliera larga, 930 cargo e 1.435 jet regionali. Se per Boeing l’impatto della guerra in Iran è minimo, al contrario, il suo competitor Airbus pubblicando le sue previsioni aveva ridotto dell’1% l’outlook a 42.060 nuovi aeromobili, citando proprio la guerra con l’Iran e le tensioni commerciali.
Il mercato dell’aviazione commerciale continua a mostrare una notevole capacità di adattamento nonostante le difficoltà economiche e geopolitiche che stanno caratterizzando il 2026. Secondo Boeing, l’anno in corso rappresenta una fase di transizione. La crescita economica globale rallenta, i prezzi del carburante sono aumentati sensibilmente e la redditività delle compagnie aeree risente del contesto macroeconomico. Allo stesso tempo, il traffico passeggeri e quello cargo stanno dimostrando una capacità di recupero superiore alle aspettative, confermando la resilienza strutturale del settore.
Boeing prevede una crescita del traffico passeggeri di circa il 2,3% quest’anno, meno della metà del tasso di crescita del 5,3% registrato lo scorso anno per poi rimbalzare al 6%-7% nel 2027 e al 5%-6% nel 2028. «La nostra prospettiva è che il traffico passeggeri a livello globale tornerà a crescere entro la fine del 2028», ha dichiarato durante una call Darren Hulst, vicepresidente marketing di Boeing. Il quale ha descritto l’attuale rallentamento non paragonabile allo shock causato dalla pandemia. Anche il traffico merci dovrebbe aumentare mediamente del 3,7% annuo.
L’azienda evidenzia come alcune rotte internazionali abbiano modificato i propri flussi operativi per adattarsi alle tensioni geopolitiche, mentre la capacità cargo internazionale è già tornata sopra i livelli dell’anno precedente. Secondo il costruttore americano, la domanda continuerà a essere sostenuta da fattori strutturali come l’espansione della classe media, la crescita del turismo internazionale, l’aumento degli scambi commerciali e dell’e-commerce.
Circa metà delle consegne sarà destinata alla sostituzione degli aeromobili più vecchi, mentre l’altra metà servirà ad accompagnare l’espansione della domanda mondiale. Per quanto riguarda la produzione industriale, Boeing sottolinea che il settore continua a soffrire di una disponibilità di aeromobili inferiore rispetto alla crescita della domanda e ritiene improbabile che questo squilibrio venga completamente riassorbito prima dell’inizio del prossimo decennio.
Le difficoltà della supply chain e i ritmi produttivi ancora inferiori rispetto alle necessità del mercato continuano infatti a limitare le consegne dell’intera industria. Una situazione che interessa sia Boeing sia Airbus. La compagnia stima una carenza di quasi 2.000 aeromobili all’inizio del 2026, con la carenza di aerei a corridoio singolo che difficilmente si risolverà prima della fine del decennio e la carenza di aerei a fusoliera larga che probabilmente persisterà fino ai primi anni 2030.
Entro il 2045 la flotta commerciale mondiale dovrebbe passare dagli attuali 28mila a circa 50mila aeromobili, con una quota crescente di modelli di nuova generazione caratterizzati da consumi inferiori e maggiore efficienza operativa. La progressiva sostituzione degli aeroplani più datati rappresenterà uno dei principali driver del mercato, insieme all’espansione delle reti di collegamento internazionali.
Si prevede che la Cina rappresenterà il 21% delle consegne, seguita dall’Asia con il 20%, dal Nord America e dall’Asia meridionale/sudorientale con il 19% ciascuno, dal Medio Oriente e dall’Africa con il 10%, dall’America Latina con il 6% e dall’Oceania/Asia nordorientale con il 5 per cento.
Le previsioni arrivano in una fase importante per Boeing, che sta progressivamente aumentando il ritmo delle consegne dei propri programmi commerciali nel corso del 2026 e punta a rafforzare la propria presenza sul mercato globale.
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