
Maretti: «L’intensità complessiva dei fenomeni che sta mettendo in crisi anche quelle realtà che negli anni hanno investito in difesa attiva»
Il mercato ortofrutticolo italiano continua a fare i conti con un’estate segnata dal susseguirsi di eventi meteorologici estremi tra ondate di calore e grandinate. A pochi giorni da una rilevazione che già «segnalava un andamento dei prezzi fortemente differenziato, con rialzi limitati a pochi comparti in carenza di prodotto e ribassi diffusi legati all’abbondanza dell’offerta stagionale», Legacoop riferisce cha dai territori arrivano «nuove segnalazioni che aggravano ulteriormente il quadro».
Il clima ha effetti difficili da stimare sui prezzi dove si ha un andamento fortemente differenziato. Si va dalle albicocche che registrano un lieve aumento delle quotazioni, al calo delle angurie e dei meloni. Tra gli ortaggi, i fagiolini sono l’unico prodotto in rialzo al contrario di cavolfiori, pomodori rossi e zucchine.
«Quello che si osserva in queste settimane non è più solo un problema di intensità della singola grandinata o della singola ondata di calore. È l’intensità complessiva dei fenomeni che sta mettendo in crisi anche quelle realtà che negli anni hanno investito in difesa attiva», dichiara Cristian Maretti, presidente di Legacoop Agroalimentare. «Gli impianti che fino a poco tempo fa garantivano una protezione adeguata oggi non reggono più il peso delle grandinate né la forza dei venti generati dai fenomeni di downburst che si verificano sempre più spesso», aggiunge.
Le verifiche condotte sul territorio calabrese segnala Legacoop «restituiscono un quadro allarmante per l’intero comparto agrumicolo». Le alte temperature «hanno letteralmente compromesso i frutti ancora sulla pianta, con perdite stimate tra il 30 e il 40% rispetto alla produzione dello scorso anno, che era già su livelli scarsi. Un danno che si somma a un’annata già difficile, aggravando una situazione strutturale di sofferenza per le imprese del settore».
Situazione critica per cause opposte dall’altra parte d’Italia: «Un violento episodio di grandine – riporta sempre Legacoop – ha raso al suolo ettari di frutteto, e in alcuni areali le coltivazioni di mais, soia, girasole e meloni sono state completamente distrutte. I periti assicurativi sono al lavoro nelle aziende colpite e le operazioni di sopralluogo proseguiranno per tutto il mese di agosto. Particolarmente grave la situazione della frutta protetta da reti antigrandine, non coperte da assicurazione: il peso eccezionale del ghiaccio ha in molti casi aperto le reti stesse, lasciando i frutti scoperti e in buona parte ammaccati».
«Il caso di Ferrara e quello della Calabria, con gli agrumi compromessi dal caldo estremo prima ancora della raccolta, raccontano la stessa storia da due prospettive diverse. Ovvero che i nostri sistemi di prevenzione, per quanto efficaci fino a ieri, sono stati progettati per un clima che non esiste più. In Calabria si assiste addirittura al paradosso che in sei mesi si è passati da un inverno eccessivamente piovoso che aveva già danneggiato l’agricoltura nella fase della semina e dei trapianti, alla situazione di oggi – prosegue Maretti – . Serve un investimento straordinario e strutturale su nuove tecnologie di difesa attiva, ma serve soprattutto un intervento immediato sul fronte assicurativo, perché troppe imprese si trovano oggi a fronteggiare danni ingenti senza alcuna copertura».
Situazioni simili erano state già segnalate dalla stessa Legacoop un paio di settimane fa, quando nel Ravennate le cooperative lamentavano un quadro di forte stress idrico, «con i costi di irrigazione aumentati fino al 30% e la forte preoccupazione per i livelli del fiume Po, da cui dipende gran parte del sistema irriguo del territorio». Le colture, pur irrigate, faticano comunque a svilupparsi: per le pesche si stimano riduzioni produttive fino al 30%, mentre soffrono anche pomodoro, mais, soia, sorgo e barbabietola da zucchero. <
«Le cooperative stanno rispondendo con strumenti di agricoltura di precisione (centraline meteo, sensori di umidità, irrigazione notturna e piattaforme digitali) per ottimizzare i consumi d’acqua, ma restano forti i timori che alle ondate di calore possano seguire, come già accaduto in passato, grandinate e trombe d’aria», si legge in una nota.
Ad esempio, è quello che è successo a metà luglio nell’Alessandrino, dove le grandinate hanno compromesso in modo severo le colture di diverse aziende agricole del territorio.