
Ebitda a 136 milioni. Il gruppo bergamasco consolida l’operazione Beghelli ed entra nel settore del clean tech
Sette operazioni di M&A in meno di 36 mesi, tra cui la più significativa è stata probabilmente – per dimensione e notorietà del brand – quella di Beghelli (finalizzata a marzo 2025), storico marchio italiano specializzato in soluzioni per l’illuminazione di emergenza e la sicurezza. Operazioni che, unite alla crescita organica del gruppo, hanno portato Gewiss a chiudere il 2025 con ricavi record per 824 milioni di euro (in aumento del 33% rispetto al 2024), con un ebitda di 136 milioni, in aumento del 24% rispetto all’anno prima e del 175% rispetto al 2020, anno in cui il presidente del gruppo bergamasco Fabio Bosatelli ha dato via alla nuova visione imprenditoriale e strategia di crescita.
Una strategia da lui stesso ribattezzata “Minds”, ovvero l’acronimo delle quattro leve fondamentali per realizzare la trasformazione dell’azienda e svilupparne in pieno il potenziale: managerializzazione, internazionalizzazione, digitalizzazione e sostenibilità.
Dopo un anno focalizzato principalmente sull’integrazione e il consolidamento delle operazioni, Gewiss mette a segno una nuova acquisizione, siglata ieri, che permette al gruppo di affacciarsi su un nuovo ambito dalle grandi potenzialità, quello dell’«healthy building», che affiancherà e completerà l’offerta già strutturata di Gewiss nei settori dell’home & building automation, della protezione e distribuzione dell’energia, della mobilità elettrica e dell’illuminazione intelligente, attraverso le società in portafoglio (oltre a Beghelli, anche Performance in Lighting, Pulsar Engineering, Tvilight, Elmet e Verde21 e VDA Telkonet). Il gruppo ha rilevato il 51% di ReAir, una start up specializzata in soluzioni per la sanificazione dell’ambiente e dell’aria. «Si tratta di una acquisizione significativa non tanto per le dimensioni, trattandosi di una start up, quanto dal punto di vista industriale e della value proposition, perché ci permette di offrire soluzioni sempre più avanzate e integrate alla nostra clientela», spiega Paolo Cervini, ceo di Gewiss.
È questo approccio integrato che, negli ultimi sei anni, ha consentito all’azienda di trasformarsi da una realtà di eccellenza, focalizzata prevalentemente di prodotto, Italia-centrica econ un «enterprise value» di circa 500 milioni di euro – qual era nel 2020 – in un gruppo con 3.500 dipendenti, presente in 53 Paesi, che ha l’ambizione di raggiungere entro il 2028 una valorizzazione di 2 miliardi di euro. Risultati raggiunti grazie al connubio tra la visione imprenditoriale e valoriale garantita dal presidente e dalla famiglia Bosatelli e le competenze managerialità del ceo e dell’executive committee e grazie a una strategia di crescita che si fonda, precisa Cervini, «su crescita organica, M&A selettivo, rafforzamento internazionale, sinergie infragruppo, sostenibilità e capacità di execution».
«I numeri confermano che una visione produce valore soltanto quando viene tradotta in scelte concrete e coerenti nel tempo – dice Bosatelli, -. In questi anni abbiamo continuato a investire nelle persone, nelle competenze, nella capacità industriale, nell’innovazione e nell’apertura ai mercati internazionali. Abbiamo rafforzato il gruppo attraverso acquisizioni che ne hanno ampliato il perimetro, ma anche integrando tecnologie, professionalità e realtà imprenditoriali complementari».
Questo modello di business dimostra la sua forza anche in tempi di grande incertezza geopolitca ed economica globale: «È chiaro che anche noi risentiamo del contesto internazionale – osserva Cervini -. In particolare, registriamo un rallentamento su mercati per noi importanti come gli Stati Uniti e il Medio Oriente, ma nonostante questo, prevediamo un crescita del 3-4% nel 2026, che sarà soprattutto un anno di consolidamento, in cui continueremo a investire in tecnologie e sulle sinergie e l’integrazione delle aziende acquisite».
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