
Versamento, in unica soluzione o come prima rata, dell’addizionale delle imposte sui redditi nella misura del 25% sulla produzione e vendita di materiale pornografico o di incitamento alla violenza, a titolo di saldo per il 2025 e di primo acconto per l’anno 2026, senza alcuna maggiorazione
Entro il 30 giugno 2026 va versato il saldo dell’anno precedente e il primo acconto della cosiddetta “tassa etica”. La tassa etica (spesso chiamata nel dibattito pubblico “porno tax”) è un’imposta addizionale dello 25% applicata in Italia ai redditi derivanti dalla produzione, distribuzione, vendita e rappresentazione di materiale pornografico o di incitamento alla violenza.
Introdotta originariamente con la legge di bilancio per il 2006 (legge 266/2005) e successivamente rimodulata, è tornata fortemente al centro del dibattito pubblico a seguito di recenti e importanti chiarimenti fiscali.
Per anni la tassa ha colpito principalmente le case di produzione cinematografiche tradizionali, i distributori e l’editoria cartacea. Tuttavia, la nascita delle piattaforme digitali basate su abbonamenti e mance (come OnlyFans, Fansly o Patreon) ha radicalmente cambiato la fisionomia di questo settore, popolandolo di decine di migliaia di singoli creator indipendenti.
L’agenzia delle Entrate in un interpello (n. 285/2025) ha chiarito che la tassa etica deve essere pagata anche da chi opera in regime forfettario. In questo modo ha fornito una risposta a chi pensava che il regime forfettario, prevedendo un’imposta sostitutiva unica (al 5% o al 15%), escludesse questo tipo di addizionale. L’Agenzia ha invece specificato che l’addizionale del 25% va comunque calcolata sulla base imponibile ridotta del forfettario, creando un impatto economico notevole per i piccoli e medi creator digitali italiani.
Quindi, in sintesi, la tassa va pagata: da soggetti Irpef che esercitano attività di produzione, distribuzione, vendita e rappresentazione di materiale pornografico e di incitamento alla violenza. I soggetti che esercitano attività economiche per le quali sono stati approvati gli indici sintetici di affidabilità fiscale e che dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite stabilito, per ciascun indice, dal relativo decreto di approvazione del Ministro dell’economia e delle finanze, tenuti entro il 30 giugno 2026 ai versamenti risultanti dalle dichiarazioni dei redditi, dell’Irap e dell’Iva, effettuano i predetti versamenti entro il 20 luglio 2026 senza alcuna maggiorazione. Il differimento si applica anche ai soggetti che partecipano a società, associazioni e imprese ai sensi degli articoli 5, 115 e 116 del Tuir, aventi i requisiti per beneficiarne.
Chi la critica lo fa sulla base di due considerazioni. La prima: uno Stato laico è chiamato a tassare la capacità contributiva (cioè quanto si guadagna) e non applicare penalizzazioni fiscali basate su un giudizio “morale” o “etico” nei confronti di attività lavorative che, spiegano, sono del tutto legali. La seconda: questa soluzione penalizza i creator italiani rispetto a quelli stranieri, spingendo molti a trasferire la propria residenza fiscale all’estero.
La tassa etica è un’addizionale che si versa sul reddito imponibile con un’aliquota pari al 25% e secondo le disposizioni vigenti per le imposte sui redditi, dunque col meccanismo di saldo e acconto, il 30 giugno e il 30 novembre di ogni anno.
La tassa etica si versa attraverso Modello F24 con modalità telematiche, direttamente (utilizzando i servizi “F24 web” o “F24 online” dell’Agenzia delle Entrate, attraverso i canali telematici Fisconline o Entratel oppure ricorrendo, tranne nel caso di modello F24 a saldo zero, ai servizi di internet banking messi a disposizione da banche, Poste Italiane e Agenti della riscossione convenzionati con l’Agenzia delle Entrate) oppure tramite intermediario abilitato.
I codici tributo per adempiere al versamento della tassa etica sono:
4003 – Addizionale Irpef -Acconto prima rata
4004 – Addizionale Irpef – Acconto seconda rata o in unica soluzione
4005 – Addizionale Irpef – Saldo
-
Articolo successivo
Bracciante muore nei campi del Mantovano, ipotesi malore per il caldo