Hyundai Ioniq 3, l’abbiamo guidata in anteprima: come è fatta e come va la nuova elettrica

Con la nuova Ioniq 3, dall’autonomia tra circa 340 e quasi 500 km, Hyundai entra nel segmento delle berline di segmento b, un’area di mercato poco poplata ma in strategica

Punta scompigliare le carte in un settore importante ma emergente quello delle berline a cinque porte elettriche di segmento B dove l’offerta è ridotta, concentrata sui suv, e su pochi modelli come Peugeot 208 o Renault 5 o su proposte in arrivo come la Volkswagen Id.Polo.

Ecco Hyundai Ioniq 3, l’avevamo conosciuta al debutto alla design week di Milano dello scorso aprile e ora è venuto il momento di comprendere più da vicino questa due volumi compatta, a batteria e sviluppata in Europa per l’Europa. Infatti l’abbiamo provata in anteprima in Germania, vicino a Francoforte, in un breve test drive in pista riservato ai giurati di The Car of The Year.

Partiamo da un punto chiave il bello di Ioniq 3 è proprio il fatto di non essere il solito suv da città a vantaggio di guidabilità e dell’originalità. Ma prima di raccontare come va e come si vive a bordo, ricordiamo alcune caratteristiche fondamentali, anche se preliminari, visto che la vettura è in preserie e in fase di omologazione. Ioniq 3 è lunga 4,15 metri ed è larga 1,80 con un’altezza di 1,5 metri ed evidenzia una silhouette che Hyundai ha battezzato pomposamente Aero Hatch, proprio a sottolineare l’aerodinamica di questa compatta con la coda tronca e il tetto declinante quasi da coupé che un po’ ricorda la vecchia Veloster. Si basa sull’architettura modulare E-Gmp a 400 volt, come su Kia EV2, EV4 e EV5. Due i tagli di batteria, diverse per chimica: standard range da 42,2 kWh Lfp e long range 61 kWh Nmc che alimentano un motore anteriore da 147 cv (107,8 kW) per la prima con autonomia di 344 km e da 135 cv (99,5 kW) per la seconda che sfiora i 500 km. La velocità di ricarica in DC è di circa mezz’ora per passare dal 10 all’80% e la massima potenza DC in ingresso è di 119 kW per la batteria piccola e di 110 per quella più capiente.

Saliti a bordo, si apprezza subito l’abitabilità: quella anteriore sembra quella di una vettura di categoria superiore, e anche nei posti dietro non manca spazio e comfort e nessuna sensazione di claustrofobia. Il posto guida è comodo, la seduta ben fatta e il sedile trattiene bene senza opprimere.

Ma il protagonista a bordo, incastonato in una plancia c ad amica che ricorda piacevolmente la prima Fiat Panda, quella di Giugiaro, è il sistema di infotainment che porta al debutto Pleos, un’interfaccia utente che, basata su Android, fa leva su comandi touch, pulsanti e fisici e offre possibilità di personalizzazione. Un netto passo avanti rispetto ai vecchi sistemi Hyundai e che vedremo a cascata su altri modelli. Nella vettura in prova c’era lo schermo da 14,6 pollici ma quando la vettura sarà in vendita nel prossimo autunno ci saranno versioni con display da 12,9 pollici. Sfrutta una variante di Android open source, dunque priva dei servizi di Google, il navigatore è basato su TomTom, ma c’è Android Auto e Car Play per gli smartphone e le mappe di Google (che a dire il vero ultimamente sono peggiorate quanto a facilità d’uso insieme anche a molte funzionalità firmate Big G).

Al volante, Ioniq 3 esibisce un comportamento divertente e brioso: la coppia generosa (250 Nm) e l’accelerazione 0-100 di circa 9 secondi la rendono molto più dinamica di quanto i dati di targa farebbero supporre. Lo sterzo ha un comportamento e l’handling della vettura è divertente ma sempre sincero. Il recupero dell’energia, anche usando la funzione “one pedal”, non induce a fenomeni di cinetosi troppo fastidiosi. In conclusione, con Ioniq 3, Hyundai impone un benchmark nell’emergente segmento delle piccole elettriche e può affrontare, con superiorità tecnologica, sia le cinesi (che sono al limite del segmento C) sia nuove proposte come Vw ID.Polo. I prezzi non sono noti, ma il listino dovrebbe partire da meno di 30mila euro.

Articoli correlati