Dall’Ue intesa provvisoria sulla direttiva pedaggi. Mezzi pesanti a zero emissioni esenti fino al 2031

L’obiettivo è allineare il testo ai nuovi standard legislativi sulle emissioni per i veicoli pesanti e fissare regole univoche e valide su tutto il territorio europeo

Parlamento europeo e Consiglio Ue hanno raggiunto un’intesa provvisoria su una serie di emendamenti per la modifica della direttiva europea sui pedaggi stradali (nota anche come direttiva Eurovignette). L’obiettivo è la revisione del testo per allineare le norme ai nuovi standard legislativi sulle emissioni di anidride carbonica dei veicoli pesanti, in vigore dal prossimo primo 1° luglio, definendo così un impianto di regole univoche e valide su tutto il territorio europeo.

«Questo accordo offre la certezza giuridica di cui gli operatori del settore dei trasporti, le autorità di riscossione dei pedaggi e i fornitori di servizi hanno bisogno in relazione all’applicazione estesa dei nuovi standard sulle emissioni di CO2 per i veicoli pesanti», ha commentato Alexis Vafeades, ministro dei Trasporti, delle comunicazioni e dei lavori pubblici della Repubblica di Cipro. «Chiarendo le disposizioni chiave della direttiva Eurovignette, garantiamo un’attuazione più agevole e armonizzata in tutta l’Unione europea. Negli ultimi sei mesi, la Presidenza di Cipro ha conseguito risultati concreti per una rete di trasporti europea più competitiva, più resiliente e più sostenibile per il futuro».

Le variazioni proposte, infatti, offrono agli addetti ai lavori un orientamento più chiaro sull’applicazione delle indicazioni normative previste dalla direttiva Eurovignette alle diverse categorie di veicoli e classi di emissioni. Un passaggio fondamentale per facilitare la transizione verso un sistema di tariffe stradali che riesca a conciliare il nodo delle emissioni e la necessità di una legislazione armonica.

Oltre a chiarire le definizioni dei mezzi (in rapporto alle emissioni, inclusi quelli a emissioni zero, a basse emissioni, i gruppi di veicoli e quelli professionali come camion per la raccolta dei rifiuti, poi assegnati alle rispettive classi), le traiettorie di riduzione e i nuovi valori di riferimento, l’accordo consente agli Stati membri di applicare pedaggi ridotti fino al 75% per autocarri e bus a basse emissioni fino al 30 giugno 2031 e del 50% da luglio dello stesso anno. Previsti anche benefit per autocarri e bus a emissioni zero: fino al 30 giugno 2031 potranno essere esentati da pedaggi e canoni per l’uso di infrastrutture e, oltre il termine, fruire di tariffe ridotte del 75%.

L’applicazione di pedaggi è facoltativa per gli Stati europei, che però devono rispettare i principi di tariffazione previsti dalla direttiva.

Resta aperta la partita dei rimorchi ecologici, per ora esclusi dal nuovo sistema di tariffazione. Prima di capire se includerli o meno, l’intesa vincola la Commissione europea a presentare una valutazione entro il 30 giugno 2029 per valutare gli ostacoli. La motivazione per cui sono stati momentaneamente estromessi è la possibilità che il sistema di variazione del pedaggio proposto per i veicoli che li trainano crei ulteriori oneri amministrativi, oltre a complicare i sistemi di pedaggio e a ostacolare l’implementazione e l’applicazione dei servizi elettronici.

Per l’entrata in vigore ufficiale, l’accordo dovrà ora essere confermato dall’Europarlamento sia dal Consiglio Ue, sottoposto a una revisione giuridico-linguistica e, infine, formalmente adottato dalle due istituzioni.

Articoli correlati