Roggero: sequestrati 50mila euro della raccolta #iostoconmarioroggero

C’è il rischio dispersione. La Cassazione aveva considerato inammissibile il ricorso del comitato contro il sequestro conservativo

La Procura generale di Torino conferma di aver chiesto e ottenuto il sequestro conservativo di 50mila euro, che dal conto corrente del comitato #iostoconmarioroggero era stata trasferita su un conto tunisino, intestato al gioielliere di Grinzane Cavour e alla moglie Mariangela Sandrone, prima del processo di appello.

Roggero è stato condannato in primo grado dalla corte d’Assise di Asti al pagamento di una provvisionale di 480mila euro a favore di 14 parenti dei rapinatori uccisi, parti civili al processo, e del terzo complice, vittima di tentato omicidio. Una sentenza «confermata sul punto in appello». La quantificazione definitiva dei danni verrà stabilita in un separato giudizio civile.

La Cassazione, il 25 febbraio 2025, aveva respinto il ricorso di Mari0 Roggero e del comitato #Iostoconmarioroggero contro il sequestro conservativo ribadendo la sequestrabilità dei 50mila euro frutto della campagna #Iostoconmarioroggero in favore del gioielliere di Grinzane Cavour. Per la Cassazione la misura a “sorpresa” era giustificata dal rischio di dispersione delle somme che stavano per essere trasferite su un conto in Tunisia. Denaro destinato a soddisfare i crediti dell’Erario e a risarcire le famiglie delle vittime.

Proprio dopo la condanna in prima istanza, a 17 anni, era stata lanciata dal sito della gioielleria una raccolta online per far fronte ai risarcimenti stabiliti dalla sentenza da versare ai familiari delle vittime e al superstite. Erano arrivati tre bonifici per un totale di 140mila e poi i 50mila euro sequestrati. A ricorrere in Cassazione, per chiedere la revoca della misura, era stato anche il comitato #Iostoconmarioroggero; n ricorso che la Suprema corte aveva bollato come inammissibile. E questo perché il denaro raccolto dal comitato formato dai cittadini, solidali con il gioielliere, era ormai entrato nella disponibilità di quest’ultimo, facendo venire meno la loro legittimazione a chiedere il dissequestro. Titolare era ormai il solo Mario Roggero che aveva disposto un bonifico di 50mila euro presso una banca tunisina.

La difesa aveva contestato la segnalazione da parte della Guardia di Finanza alla polizia giudiziaria dell’operazione sospetta verso la Tunisia. Ma la Cassazione aveva considerato irrilevante l’esistenza del supposto reato di autoriciclaggio ai fini della legittimità di un sequestro conservativo, teso a garantire le spese sostenute per le intercettazioni, di primo grado, per il compenso dei giudici popolari e in vista di quelle per l’appello. Ora, dopo la condanna definitiva in Cassazione, la procura conferma il sequestro.

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