Vola il valore delle Ipo a livello globale nel primo semestre dell’anno a 178 miliardi di dollari in 524 operazioni, trainato dai 75 miliardi di dollari della quotazione di SpaceX avvenuta a giugno. Nello stesso periodo dello scorso anno i capitali raccolti si erano fermati a quota 58,2 miliardi in 489 deal. L’analisi del report “Global IPO Watch H1 2026” realizzato da Pwc evidenzia inoltre come il 77% dell’ammontare complessivo raccolto, pari a 137,5 miliardi di dollari attraverso 203 quotazioni, con un balzo del 404% rispetto ai 27,3 miliardi dello scorso anno, è stato realizzato nelle Americhe. Si tratta della performance migliore per la regione dal 2021. All’interno del continente il mercato statunitense, da solo, ha pesato per il 98% dell’attività regionale, con 135,3 miliardi di dollari raccolti (+396% sul 2025). E anche depurando il dato dall’effetto SpaceX, gli Stati Uniti hanno comunque messo a segno una raccolta da Ipo per 60,3 miliardi di dollari. Più contenuto l’andamento nelle altre regioni con l’Asia-Pacifico che si conferma l’area più attiva al mondo per numero di operazioni, con 249 Ipo che hanno raccolto 29,6 miliardi di dollari (+38% sul 2025). Le attività sono state particolarmente vivaci in Cina continentale e Hong Kong, i cui proventi combinati sono balzati del 148% a 20,8 miliardi di dollari. L’area Emea ha invece registrato una crescita più modesta, con 10,9 miliardi di dollari raccolti su 72 IPO (+15%), sostenuta principalmente dall’Europa (+76%), mentre il Medio Oriente ha registrato un rallentamento.
Sul fronte settoriale, l’Industrials ha vissuto una stagione particolarmente brillante, con 89 Ipo che hanno raccolto 22,5 miliardi di dollari (esclusa SpaceX, che pure appartiene formalmente a questo comparto), in crescita del 246% rispetto ai 6,5 miliardi del H1 2025. A trainare il settore, un cluster di grandi collocamenti negli Stati Uniti tra energia, difesa e aerospazio, tra cui Innio, Madison Air Solutions, Arxis (1,1 miliardi) e la società nucleare X-Energy (1 miliardi).
Il comparto Financials ha invece registrato il maggior numero di operazioni in assoluto, 154 Ipo per 27,1 miliardi di dollari (+35% sul 2025), ma la sua quota sui proventi globali si è quasi dimezzata, dal 31,2% al 15,2%, complice la diluizione dovuta alla crescita degli altri settori. Da segnalare la forte ripresa delle SPAC: 123 operazioni a livello globale, contro le 68 del primo semestre 2025, per un controvalore di 20,5 miliardi di dollari solo negli Stati Uniti, pari al 75,6% dei proventi del settore. Un numero ancora lontano dal picco di 362 SPAC del primo semestre 2021, ma comunque il segnale di un ritorno di appetito per questo strumento.
L’Information Technology, pur beneficiando dell’entusiasmo per intelligenza artificiale e calcolo avanzato, è scivolato al quarto posto tra i settori con 20,8 miliardi di dollari raccolti (11,6% del totale globale), grazie soprattutto a Cerebras Systems e Quantinuum, affiancate da nomi cinesi del semiconduttore come SJ Semiconductor (0,7 miliardi).
Le prime dieci Ipo al mondo per proventi raccolti nel semestre valgono complessivamente 99,3 miliardi di dollari. Oltre a SpaceX, la classifica include Cerebras Systems (Nasdaq, chip per intelligenza artificiale) che ha raccolto 5,6 miliardi di dollari su una capitalizzazione complessiva di 66,9 miliardi; CSG (Euronext Amsterdam, Industrials) per 3,9 miliardi di dollari raccolti; China Resources New Energy Holdings (Shenzhen, Utilities) con 3,1 miliardi di dollari; Innio (Nasdaq, Industrials) con 2,4 miliardi di dollari; Madison Air Solutions (NYSE, Industrials) con 2,2 miliardi di dollari; Fervo Energy (Nasdaq, Utilities) con 1,9 miliardi di dollari; Blackstone Digital Infrastructure (NYSE, Real Estate) con 1,8 miliardi di dollari; Bending Spoons (Nasdaq, Information Technology, unico titolo italiano della top 10) con 1,7 miliardi di dollari; e Quantinuum (Nasdaq, quantum computing) con 1,7 miliardi di dollari raccolti.
Il dato che segna la maggiore discontinuità rispetto agli ultimi due anni è la concentrazione geografica, secondo il report di Pwc: otto delle dieci maggiori Ipo globali hanno avuto origine negli Stati Uniti, contro una sola a testa per Europa e Asia-Pacifico. La performance sul mercato secondario, inoltre, secondo lo studio è stata nel complesso positiva: 7 delle 10 principali Ipo hanno registrato guadagni rispetto al prezzo di collocamento.
«In questo scenario, il mercato italiano si è distinto per la performance del Ftse Mib, il miglior listino tra i principali mercati dell’Unione Europea nel semestre, con una crescita vicina al 15%, trainata dal settore bancario, da operazioni di aggregazione e da un contesto internazionale che continua a prediligere l’allocazione ad asset azionari. Resta inoltre vivo l’interesse per Euronext Growth Milan, che ha registrato tre nuove ammissioni» commenta Christian Alessandrini, partner e capital markets & accounting advisory services leader di PwC Italia, aggiungendo: « Guardando ai prossimi mesi, il contesto macroeconomico e geopolitico resterà determinante per l’andamento del mercato. Tuttavia, il progressivo miglioramento dei fondamentali, insieme a una stabilità del quadro politico italiano a medio termine, potrebbe offrire un supporto importante alla fiducia degli investitori e rafforzare le prospettive positive per la seconda parte del 2026».
Per la seconda metà dell’anno gli analisti di Pwc parlano di una finestra di collocamento potenzialmente tra le più concentrate degli ultimi anni a livello globale. Dopo il debutto di SpaceX a giugno, OpenAI e Anthropic hanno entrambe depositato domande confidenziali presso la Sec all’inizio di giugno per una prospettiva quotazione negli Usa, sebbene le tempistiche non siano ancora state comunicate.
«Il primo semestre del 2026 ha confermato che la finestra delle IPO americane è aperta e si sta allargando ulteriormente» ha commentato Mike Wisson, global Ipo centre leader di PwC UK, proseguendo poi: «Ciò che rende rilevante la seconda metà dell’anno è la pipeline che si sta formando: una manciata di mega-Ipo potenzialmente tra le più grandi della storia, che se prezzate e negoziate bene ridefiniranno gli standard per tutte le operazioni successive».
Restano tuttavia sul tavolo alcuni fattori di rischio. Sul fronte monetario, la Banca Centrale Europea ha ripreso il proprio ciclo di rialzo dei tassi, il primo aumento in tre anni, mentre Bank of England e Federal Reserve li hanno lasciati invariati, con quest’ultima che ha peraltro segnalato di recente un atteggiamento più restrittivo. L’aumento dei prezzi energetici legato al conflitto in Medio Oriente continua inoltre ad alimentare le pressioni inflazionistiche, rendendo il quadro macroeconomico e geopolitico ancora suscettibile a shock che potrebbero spostare parte dell’attività attesa al 2027.
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