Ius soli, Trump chiederà il riesame alla Corte Suprema

Il presidente rilancia dopo la bocciatura, a conferma dell’insofferenza verso limiti al suo potere. Ma l’ultima volta che l’Alta corte ha riesaminato un caso risale a circa sessant’anni fa

Trump chiederà «immediatamente» alla Corte Suprema di riesaminare la sentenza con la quale qualche giorno fa l’organo di ultima istanza del sistema giudiziario, garante della Costituzione americana, ha bocciato l’ordine esecutivo che ha abolito lo “ius soli”, il diritto di cittadinanza acquisito da chi nasce negli Stati Uniti, in vigore dal 1868.

L’annuncio è arrivato a poche ore di distanza dall’ennesimo omicidio in un raid anti migranti dell’Immigration and Customs Enforcement che si è consumato nelle strade di Houston, in Texas: Lorenzo Salgado Araujo, 52 anni, un capo cantiere fermato e ucciso dagli agenti anti immigrazione mentre andava al lavoro, disarmato, sul suo furgone bianco, con tre altri muratori che sono stati arrestati. Si tratta della decima vittima durante un raid dell’Ice o durante le proteste popolari dall’inizio della seconda presidenza Trump. Raid dell’Ice che sono ripresi in queste settimane, senza troppi annunci, in molte città americane.

Come si ricorderà, i casi più eclatanti si sono verificati a Minneapolis, qualche mese fa, in un lungo assedio militare che portò a diversi omicidi e oltre 4mila arresti: il 7 gennaio 2026 fu uccisa Renée Nicole Good, 37enne madre di 3 figli, che protestava disarmata in auto contro i raid. Il 24 gennaio Alex Pretti, 37 anni, venne freddato con dieci colpi di pistola al petto da un agente durante un’altra manifestazione.

Human Rights Watch ha calcolato che nei primi 500 giorni del Trump II sono morte 52 persone in carcere dopo gli arresti dell’Ice.

Dopo la bocciatura dell’Alta Corte allo ius soli, Trump in un primo momento aveva invitato il Congresso a ripresentare al più presto una legge per reintrodurre il provvedimento. Poi ha deciso diversamente, utilizzando una modalità procedurale prevista dal regolamento della Corte Suprema che consente di presentare una richiesta di riesame.

L’Alta Corte concede molto raramente una nuova udienza, ed è molto improbabile che accada, nonostante l’orientamento conservatore della maggioranza dei giudici: la parte soccombente ha 25 giorni di tempo per presentare ricorso, ma è necessaria l’approvazione di tutti i nove giudici per riaprire un caso. Evento molto raro: l’ultima volta che un caso già deciso è stato riesaminato risale a circa 60 anni fa.

«Questo errore giudiziario distruggerà l’America se non cambieranno questa loro decisione assolutamente folle», ha tuonato su Truth The Donald per annunciare la sua prossima mossa in tema di immigrazione.

Trump decide su tutto, come un sovrano assoluto. Chiede perfino di cambiare le regole sportive ai Mondiali di calcio. Perché non accetta di perdere. A inizio anno, in una celebre intervista al New York Times, ha spiegato che «l’unico limite al suo potere è la sua moralità». Solo i tribunali a suo dire, e non il Congresso, hanno il potere di limitare le sue azioni, ma «in certe circostanze». La sua seconda presidenza si sta caratterizzando per una aggressiva e rapida concentrazione dei poteri nelle mani dell’esecutivo, rispetto al potere legislativo e a quello giudiziario. Nel 2025 Trump ha firmato 225 ordini esecutivi, mentre il Parlamento, pur se controllato dai repubblicani, ha approvato solo 49 nuove leggi, di minore importanza. L’attuale Congresso è stato il meno produttivo della storia dalla fine della Seconda guerra mondiale. Nel 2025 ha abdicato al suo ruolo costituzionale, in favore dell’esecutivo presidenziale cedendo significative competenze in materia legislativa e fiscale.

Anche la Corte Suprema ha in gran parte abdicato al suo potere. E persino quando annulla gli ordini esecutivi di Trump (come quelli sui dazi reciproci o ora sullo “ius soli”) lui tenta, come in questo caso, di aggirarli e implicitamente non li accetta.

Nei tribunali Usa, va ricordato, sono in corso oltre 600 procedimenti giudiziari aperti contro le decisioni prese dall’amministrazione Trump dopo solo un anno, comprese anche 200 cause avviate in tribunali federali o corti d’appello.

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