La Prima Estate, il festival al Parco BussolaDomani di Lido di Camaiore dal 19 al 21 giugno e dal 26 al 28 giugno, continua a costruire la propria identità. Arrivata alla quinta edizione, la manifestazione versiliese sceglie ancora una formula compatta, distribuita su due weekend. La prima cosa che colpisce è la coerenza del cartellone: non c’è una sensazione di una line-up pensata inseguendo soltanto l’artista del momento, l’algoritmo, il brano virale o l’uscita discografica da cavalcare. Naturalmente molti arrivano con album recenti o nuovi progetti, perché anche i musicisti devono pur vivere nel presente. Ma il disegno generale sembra più ambizioso: chiamare artisti che abbiano una capacità di stare sul palco oltre la pura contingenza promozionale.

Jack White

L’apertura è stata affidata a Jack White, per la prima volta in Italia da solista: ex White Stripes, certo, ma ormai da tempo figura autonoma e tra i chitarristi più riconoscibili del rock contemporaneo. Con lui ci sono gli svedesi The Hives, macchina garage-punk ad alta tensione, sempre più efficace dal vivo che sulla carta: pochi fronzoli e molta energia. È un inizio che dichiara subito da che parte si vuole stare: chitarre e tradizione rock trattata non come fosse una reliquia, ma come una lingua ancora viva. Sabato 20 giugno guarda invece a una linea italiana molto riconoscibile, con artisti che hanno attraversato stagioni diverse della musica alternativa nazionale.

Marlene Kuntz

I Marlene Kuntz portano trent’anni di storia del rock italiano, legati a un immaginario ruvido e letterario che ha segnato, per prima, la Generazione X, cresciuta a pane e grunge. I Ministri proseguono su un’altra traiettoria, più urbana e frontale, mentre i Casino Royale portano in dote una carriera che ha attraversato dub, soul ed elettronica. A chiudere il primo blocco c’è una giornata all’insegna della Cool Britannia, con Richard Ashcroft, The Libertines e The Wombats, tutti per la loro unica data italiana. Ashcroft porta con sé l’eredità dei Verve e alcune delle canzoni più riconoscibili del britpop e della sua coda malinconica, da Bitter Sweet Symphony a The Drugs Don’t Work. I Libertines di Pete Doherty e Carl Barât riportano in vita invece un’altra stagione inglese, più sgangherata e romantica, quella in cui il rock sembrava ancora poter essere un romanzo di formazione scritto male ma vissuto benissimo. The Wombats aggiungono una dimensione più recente e pop, senza rompere la continuità della giornata. A loro si aggiungono The Ramona Flowers, quintetto di Bristol che fonde rock ed elettronica. Il secondo weekend alza ulteriormente l’asticella.

Jack White, Nick Cave e Gorillaz al Lido di Camaiore

Nick Cave & The Bad Seeds

 Nick Cave & The Bad Seeds sono uno dei nomi che da soli bastano a cambiare il peso di un festival. Cave è una presenza scenica, una liturgia laica, un modo di intendere il concerto come un momento emotivo. Accanto a lui, gli Sleaford Mods, da Nottingham, rappresentano quasi l’estremo opposto: due corpi, una base, una voce che taglia, un post-punk ridotto ai minimi termini, eppure capace di sprigionare un’energia unica. Con Emiliana Torrini, islandese di origini italiane, il programma si apre anche a una scrittura più intima, tra folk, dream pop e atmosfere nordiche.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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