Medicina generale: il Veneto raddoppia la paga e Fnomceo chiede norma nazionale

L’importo sale oltre 12mila euro per la formazione specifica superando le disparità con gli specializzandi: una leva per rendere più attrattiva la professione

Il Veneto ha stanziato un totale di 4,5 milioni di euro per il triennio 2026/2028 destinato ad integrare le borse di studio a favore dei medici che frequentano il Corso di formazione specifica in Medicina generale, organizzato dalla Regione.

“Ogni singola borsa di studio – fa notare il presidente della Giunta, Alberto Stefani – aumenta così di 12 mila 232 euro lordi. Una cifra doppia rispetto all’esercizio precedente. Una nuova leva attrattiva che si inserisce nel solco delle iniziative per rendere più appetibile la professione di medico di medicina generale. Ci concentriamo sui giovani e sulla loro formazione, perché le attuali difficoltà si supereranno principalmente attraverso il loro sostegno. Sono e saranno il nostro target di riferimento”. La misura si accompagna al Piano Casa specifico, ricorda il Stefani, “che abbiamo varato per creare le migliori condizioni possibili perché un giovane sanitario si impegni nella sanità veneta. Stiamo attuando una strategia in più mosse, che consideri e affronti il tema in tutte le sue sfaccettature, sempre collaborando con le organizzazioni professionali e sindacali”.

Per l’assessore alla Sanità, Gino Gerosa, promotore dell’iniziativa “nonostante i tanti sforzi messi in atto da inizio legislatura risulta difficile coprire la richiesta del territorio di medici di medicina generale. L’incentivazione è quindi fondamentale per parificare il riconoscimento economico tra le scuole di specializzazione del percorso post lauream e la scuola del corso di medicina generale. Questo renderà quindi più attrattiva la scelta dei neolaureati ad accedere al corso di Medicina generale”.

“La decisione della Regione Veneto e dell’assessore alla Sanità Gino Gerosa di raddoppiare l’ammontare delle borse di formazione per i medici che frequentano il Corso di formazione specifica in Medicina generale è una scelta di grande lungimiranza”, commenta il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (FNOMCeO), Filippo Anelli. “Proprio perché condividiamo pienamente questa iniziativa – sottolinea Anelli – ci auguriamo che non rimanga confinata a una sola Regione. Il ministro della Salute Schillaci, medico e già rettore universitario, raccolga il segnale che arriva dal Veneto e promuova un provvedimento nazionale che equipari il trattamento economico dei corsisti di Medicina generale a quello degli specializzandi superando una disparità atavica che non trova ragione di esistere”.

Per Anelli, la formazione dei medici “non può dipendere dalla Regione nella quale si studia: investire nella Medicina generale significa investire nel futuro del Servizio sanitario nazionale, nella prossimità delle cure e nella tenuta dell’assistenza territoriale”.

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