-U60684414814Kct-1440x752@IlSole24Ore-Web.jpg)
OpenAI rilascia in anteprima tre versioni della nuova famiglia GPT-5.6 a una cerchia ristretta di partner selezionati. Sol, il modello di punta, supera Claude Mythos nella scrittura di codice con un tasso di successo dell’88,8% (91,9% in modalità Ultra)
Si chiamano Sol, Terra e Luna e sono le tre versioni di GPT-5.6 rilasciate in anteprima «ad un selezionato gruppo di fidati partner e organizzazioni» da OpenAI. E, almeno il primo, riaccende la sfida con Anthropic e il suo modello di punta, anche questo non disponibile per il grande pubblico, Claude Mythos.
Luna viene descritto come un compromesso tra prestazioni e costi, Terra è paragonabile a ChatGPT-5.5 ma ha dimezzato i costi, Sol viene definito nel comunicato che ne annuncia il rilascio come un «modello di prossima generazione». Un comunicato che altro non è se non un benchmark tra gli LLM di OpenAI e quelli di Anthropic.
Intanto sul piano delle prestazioni. Il tasso di successo nella scrittura di codice di Sol, valutato con Terminal-Bench che è oggi uno degli strumenti di confronto dei modelli di AI più diffuso, raggiunge l’88,8% e si spinge fino al 91,9% se si seleziona la nuova modalità di ragionamento Ultra. In pratica, una tipologia di funzionamento che vede un agente orchestrare l’attività di diversi subagenti per arrivare all’obiettivo finale. E Claude Mythos 5? Si ferma all’88%.
Non è tutto: GPT-5.6 Terra eguaglia le prestazioni di Claude Fable 5, con un tasso di accuratezza nella scrittura di codice dell’84,3%. Mentre Luna arriva all’82,5%, superando il 78,9% di Claude Opus 4.8, il modello più potente di Anthropic al momento disponibile.
Ancora, quando si tratta di cybersecurity, Sol raggiunge gli stessi risultati di Mythos utilizzando però un terzo dei token. Un risultato, questo, misurato con ExploitGym, strumento di confronto che la stessa Open AI ha sviluppato con i ricercatori dell’Università di Berkeley.
Ma la sfida non è lanciata solo sul piano tecnologico. «In base agli impegni presi con il governo americano, abbiamo mostrato in anteprima i nostri piani e le capacità dei modelli prima di lanciarli», si legge nella nota, «dietro loro richiesta, iniziamo il rilascio per un piccolo gruppo di fidati partner la cui partecipazione è stata condivisa con l’esecutivo». Un modo, si può immaginare, per evitare di incorrere in uno stop come quello imposto a Claude Mythos e Fable dal dipartimento del Commercio, che pure venerdì scorso ha consentito il rilascio del primo ad un centinaio di organizzazioni americane.
«Non crediamo che questa procedura di accesso da parte del governo debba diventare la norma a lungo termine», precisa poi Open AI. Questo approccio priva «utenti, sviluppatori, aziende, difensori ciberneteci e partner globali dei migliori strumenti dei quali hanno bisogno». Questa sorta di passaggio autorizzativo prima del rilascio nasce dal fatto che «crediamo sia il percorso più solido verso la più ampia accessibilità di questi modelli nelle prossime settimane». L’azienda, insomma, assicura di voler collaborare con l’amministrazione Trump per definire le regole di ingaggio dell’ordine esecutivo per la sicurezza e l’innovazione nel settore dell’AI firmato a inizio giugno. Al contrario di quanto fatto da Anthropic, il messaggio implicito lanciato alla concorrenza.