
Il Partito Democratico ha manifestato «interesse e disponibilità all’acquisto del quotidiano»
Per lo storico giornale fondato da Antonio Gramsci e per cui si annuncia lo stop alle pubblicazioni, potrebbe essere, seppure in modo differente, una sorta di ritorno a casa. Il Partito Democratico ha manifestato «interesse e disponibilità all’acquisto del quotidiano». A confermarlo, ieri, fonti del Nazareno dopo la comunicazione della sospensione delle pubblicazioni da parte della Romeo Editore, azienda che aveva rilevato la testata nel 2022.
«Tre anni fa Romeo Editore rilevò la testata de l’Unità sottraendola a un fallimento che ne avrebbe segnato la fine definitivo – ha fatto sapere l’azienda con una nota-. Fin dal primo giorno, l’impegno assunto è duplice: rimettere in ordine i conti, garantendo una gestione corretta e rigorosa del giornale e, al tempo stesso, custodirne la storia nella prospettiva mai nascosta di riportare la testata nella disponibilità della sua casa naturale, il Partito Democratico».
Quindi la ricostruzione della Romeo Editore che prosegue: «Su questa base si è sviluppato, negli ultimi mesi, un lungo e
articolato dialogo con il PD nel corso del quale l’editore ha manifestato la disponibilità cedere la testata a un prezzo puramente simbolico: una scelta che testimonia come l’operazione non sia mai stata guidata da logiche di profitto, ma dalla volontà di restituire l’Unità
alla comunità politica e culturale che l’ha generata».
Quindi l’ultimo passaggio che ha portato poi alla sospensione delle pubblicazioni: «Il confronto sembrava avviato verso una conclusione positiva – prosegue la Romeo editore -. Il Partito Democratico ha tuttavia deciso di non dare seguito alla trattativa.Preso atto di questa decisione, venuta meno la prospettiva che aveva giustificato l’impegno di questi anni, e tenendo conto delle ulteriori perdite di esercizio accumulate nel frattempo, Romeo Editore si vede costretta a sospendere le pubblicazioni de l’Unità».
Non è che l’ultima tappa della lunga storia che ha caratterizzato il quotidiano fondato da Antonio Gramsci nel 1924. Nel 1999 quella che venne definita la “tragica chiusura”. A inaugurare il nuovo corso nel 2001 con il ritorno in edicola era stata la direzione Colombo Padellaro e poi una serie di passaggi di proprietà.
Poi l’ingresso di Renato Soru, cambio del formato e direzione. Successivamente nuovi ingressi, stop alle pubblicazioni e nuovo ritorno. Infine un ultimo stop e l’ingresso della Romeo Editore nel 2022. Ora l’ultima tappa con l’annuncio dello stop alle pubblicazioni e la disponibilità del Pd a rilevare la testata seguendo un percorso avviato da tempo e che potrebbe vedere il “ritorno a casa” del giornale in casa Pd, proprio in vista della prossima campagna elettorale che condurrà alle elezioni.
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